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il cassetto dei sorrisi ricordi preziosi

GNI-GNIC GNI-GNAC!

3/19/23…giocateli al lotto!

Il 3 è il numero dei mesi della pupattola, il 19 è quello degli anni della sua mamma ed il 23…gli anni del papà! (giocarli al lotto?…..)

Sono partiti da casa, armi e bagagli con tutto ciò che può servire alla bambolina, ora posta sul sedile posteriore nella grande cesta completamente imbottita da una bellissima trapunta, fra montagne di protezioni varie, cuscini e borsone piene di ogni tipo di cose per accudirla, mentre ora se la dorme beatamente: sembra uno di quei “putti” rosei e paffutelli che si vedono negli antichi dipinti!

È estate, fa caldo, e quindi la pupa è vestita quasi di nulla… La mamma si volta spesso a sorvegliarne il sonno. La via Emilia è semi deserta a quell’ora del giorno e la malinconica campagna lombarda le fa desiderare di arrivare presto…presto! Ed entrare nella terra di Romagna, con il suo colore rossigno, i campi che scorrono incontro all’auto ed i filari delle viti al sole, diritti e rigogliosi. La terra di Romagna! Magnifica, quando il vomere la sconvolge, rivoltandone le zolle che – esposte al sole – ne rivelerà la fertile magnificenza. Come ogni volta che vi può ritornare, è un nuovo riscoprirne la forza che ne sprigiona, e come un “sentirsi a casa finalmente”.

Ma…: “Gni gnich…Gni gnach! Che sarà mai? Forse un suono raccolto dall’esterno dell’auto, pensano entrambi i genitori. Ma dopo poco di nuovo: Gnignich!… Gnignach!…

“Eddy, hai sentito? Che è stato?

La mamma è subito in ansia: “purchè non sia qualcosa nell’auto!…. Non oggi”!

“Non lo so Sery…Non capisco! Ma non credo sia un problema della macchina! La bimba dorme?

” Si! Lo sai che una volta in macchina…s’addormenta!

E per una mezz’ora almeno, tutto pare tranquillo: ogni tanto si lanciano l’un l’altro un sorriso felice. Forse già immaginano il loro arrivo tanto atteso da tutti: nonni e bisnonni riuniti presso la piccola casa rurale che sorge nel bel mezzo di un grande frutteto. La desiderano, quella sia pur breve vacanza e sono stati tanto indecisi se fosse il caso o meno, con una piccola di soli 3 mesi! Ma la calura estiva della grande città li ha convinti ed ora sono qui, tutti e tre già felici , a cominciare dalla bellissima bimba che è ormai il centro di tutta la famiglia!

Ma ecco di nuovo: Gni-gnic! Gni-gnac!…. Ed il giovine padre – ormai preoccupato – ferma la Giardinetta al primo spiazzo che scorge allato della strada. Scende e comincia a girare attorno al mezzo, lo scuote un poco, ed il lamento si ripete! Eppure – pensa- non può essere un guasto! Comunque apre il portello posteriore e cerca:…non sa nemmeno cosa… se non che, giurerebbe che quel cigolio provenga dall’interno. Dopo un rapido controllo ai vari bagagli, istintivamente mette le mani sulla carrozzina che prima di partire ha così ben posizionata nel bagagliaio! E…Gnignich! Eccolo il fastidioso lamento! Proviene forse dalle molle poste sotto la carrozzella e subito cerca di allocarla meglio. Risale in auto, uno sguardo d’intesa sorridendo alla giovane mamma ormai rassicurata.

L’hanno acquistata usata, quella bella e comoda carrozzina! Nuova non se la sarebbero potuta permettere! E la loro piccola pare proprio averla apprezzata sin dal primo minuto: la nonna Pina le ha regalato un paio di pendaglini d’argento attaccati ad un nastrino da appendere al bordo della piccola “cappottina”! E lei sembra proprio averli graditi: le manine subito ad intercettarli , ridendo felice al loro risuonare allegro.

“Sono le molle della carozzina! Ma l’ho sistemata meglio! Andiamo!

Un sospiro di sollievo da parte di entrambi, di quelli che vengono proprio…dal cuore!

Ci sarebbe mancato che si trattasse di un guasto! Ormai la piccola si è svegliata, sgranando quegli occhioni blu che incantano tutti! E già sorride, anzi, ride davvero, agitando le manine con entusiasmo mentre si guarda d’attorno, forse incuriosita. Una carezza della mamma che si è girata verso il “puttino” roseo ed il papà che riaccende il motore, ingrana la marcia e ritorna sulla strada.

Ormai il viaggio può procedere senza intoppi. Passano le città…i paesi che paiono addormentati nella calura, ma quasi impercettibilmente i campi stanno mutando aspetto: non più lunghe successioni degli olmi a fiancheggiare i vasti appezzamenti coltivati, ma lo scorrere di filari rigogliosi a dividere i campi lavorati, o verdissimi d’erba “Spagna” che solo ogni tanto rabbrividisce ad un refolo di vento.

“Eddy, ascolta:…è l’ora della poppata! Bisogna che ci fermiamo di nuovo! Mi dispiace ma…! Bamby avrà fame ed io,…sono piena di latte!

“Ossignoriddio! Ma proprio adesso? Non potevi dirmelo prima? Di questo passo non arriveremo mai!

La giovane mamma quasi si metterebbe a piangere per il rimprovero ma riconosce i primi segnali dei ciangottii gorgoglianti che provengono dalla grande cesta. Che vuoi che ne sappiano i babbi, di come funziona ‘sta cosa! Ma non c’è altro da fare ed alla prima piazzuola fa segno al papà di fermarsi:

” Qui? Ma non vorrai allattarla proprio qui?

Un timido “si” quasi sussurrato e già sente l’abito leggero che indossa che si bagna di latte!

Infatti la Natura gliene ha fornito così tanto, di quel latte miracoloso ma… concepito forse per due?…

Per fortuna non c’è nessun altro nello spiazzo e da dietro arrivano i soliti versetti che ormai sono imperiosi! Il giovane marito scende dall’auto, si guarda velocemente d’attorno un poco rassicurato: non si scorge nessuno! Comunque, mentre la mamma se ne sta dentro l’auto con la pupattola al seno già aggredito voracemente dalla piccola, si posiziona davanti allo sportello per fare da paravento.

Sulla strada transitano pochissime macchine e nessuno che faccia caso a loro per fortuna. Finalmente, la piccola è sazia, la mamma ricomposta. Ora bisogna rimetterla nella sua cuccetta, dietro, ma uno sguardo alla sua compagna, gli dice che c’è qualcosa che non va. E non comprende cosa possa essere…

” Eddy, scusa sai, ma non mi piace lasciarla sporca. e del resto Bamby non ci è abituata: prima di rimetterla dietro voglio cambiarla: ho tutto il necessario e farò prestissimo!

Un fulmine! Il classico ” a ciel sereno” non sarebbe stato meno disastroso:

“Cambiarla! Qui in mezzo alla strada! Ma non è possibile! Ma….ma ti rendi conto? Andiamo avanti e ci fermiamo in una vera piazzuola. Dai! si tratta di pochi chilometri: ho visto l’ indicazione di un distributore più avanti!! E poi, lo sai, appena riparto, Bamby si addormenta!

” Va bene ma…facciamo presto!

E di nuovo in viaggio; ad ogni minima cunetta…Gnignich…Gnignach.. ed ora i ragazzi sono ancora più preoccupati di quando sono partiti per quella che ormai, per loro, si rivela un’avventura ben diversa da quanto era parsa, nei giorni precedenti, nel programmare il viaggio, verso la casetta in mezzo al frutteto, dove nonni e bisnonni li aspettano.

Il babbo Alberto si era pur offerto di venirli a prendere ma il giovane papà ha rifiutato (la giovanissima mamma avrebbe accettato… immediatamente!): ne andava del suo prestigio di capo di casa! Ecchediamine!

Per fortuna il grande distributore sorge al centro di un vasto spiazzo ed il neo papà vi si dirige, fermandosi nell’angolo più lontano (silenziosamente ora quasi grato della pausa imprevista: per un po’…niente Gnignich! Ghignach! Che lo fa andare fuori di testa!)

” Per favore, apri il bagagliaio: nell’angolo a destra troverai una grande borsa gialla. Portamela per favore !

Prima di partire, la mamma aveva previsto questa bisogna, ed aveva preparato tutto il necessario ma senza farsi accorgere dal neo papà: si sarebbe spaventato!

” Eccola: è questa? Ma quanto pesa! Che c’hai messo dentro?

” Dunque, nell’ordine: una grande spugna che mi stendo addosso, poi un pacco di quei grandi triangoli per i quali avevo da tempo saccheggiato i nonni di tutte le lenzuola più vecchie e consunte che avevano e che poi nonna Pina, ha tagliati e pazientemente sorfilato a mano! . Ecco poi una grande spugna vegetale, un asciugamano reso morbido dal lungo uso ed una grande bottiglia piena d’acqua!” E nell’enumerare l’elenco, ha estratto gli oggetti appena elencati.

” Ossignore! Ma hai bisogno di tutta ‘sta roba?

” Beh! la prossima volta che pulisco tua figlia, per favore sta attento e magari…impara!

La frase è proferita – come è suo solito, tanto, ma tanto dolcemente ma oggi…

Il paparino tace:…piccato a dire il vero, ma prende in braccio la sua piccolina con la cura che non saprebbe avere per un vaso di cristallo! La mamma sorride e la raccoglie fra le braccia, e nel farlo sembra proprio che se la rida, ma di nascosto! Urletti, gorgoglii ed agitar di manine e gambette cicciottine, mentre delicatamente ma con decisione la giovanissima mamma provvede alla bisogna.

” Ecco…prendi questo sacchetto di carta pesante che ho portato. Chiudilo e ficcalo in un angolo, dietro! Quando arriviamo ci penserà nonna Pina, e saprà cosa farne. Dai che ho finito! Sbrigati!

” Ma è…..

” Si…è cacca! Mica possiamo gettarla da qualche parte, ti pare? (allora non esistevano ancora i pannoloni usa e getta: si lavava e tutto a mano! Le lavatrici erano ancora un oggetto semi sconosciuto)

Il paparino prende il sacchetto del pannolino sporco ben chiuso con due dita ed apre lo sportellone della Giardinetta.

” Ed ora, possiamo ripartire? Dimmelo subito per favore, se c’è ancora qualcosa da fare!

” Smettila di fare dell’ironia inutile! Che sarà mai! Ho cambiato e ripulito la “nostra” piccolina!

Nel frattempo mamma e bimba, tutte e due profumate ( il talco alla rosa che il papà acquista a chili…) sembrano a posto. La bambolina ormai quasi addormentata, la pancina piena, il visetto dove il sorriso affiora in una soddisfazione totale!

E finalmente, di nuovo sulla strada assolata, ed all’interno della “giardinetta” l’atmosfera è tornata idilliaca. Una dopo l’altro si lasciano i paesi alle spalle, e la meta si avvicina. La piccola dietro che si gode – nel sonno – il dondolìo dell’auto che la culla: le braccine paffute abbandonate mollemente di fianco al visetto che appare proprio soddisfatto! Tutto va a meraviglia: i ragazzi – che tali sono entrambi – assaporano quell’andare tranquillo sulla strada assolata e deserta. Ma….

” Gnignich!….Gnignach!… ed il lamento ostinato che accompagna ogni nuovo piccolo dislivello della strada!

“Nooooooooooo! Non è possibile!

” Ancora! Ma non mi hai detto che l’avevi sistemata la carrozzina?

” Si! Che l’avevo detto! Ora torno a vedere se posso fare ancora qualcosa!

“Beh! ora non ti arrabbiare, non è poi così terribile…

” Per te,…forse! Ma a me, …mi fa impazzire!

Ferma l’auto a fianco della via Emilia: l’asfalto, sotto la luce accecante del sole, pare liquefarsi. Aperto il portellone posteriore, lancia uno sguardo “assassino” verso la carrozzina che gli sembra persino che gli stia ridendo in faccia! Al primo tocco:…”Gnignich!……..

Ma è tutto in ordine: immobile e staticamente acquiescente, mentre lui la spintona, qua e là…a caso! Nemmeno un cigolio ora mentre rudemente la scuote: e finalmente individua la fonte del malefico cigolio: le molle! Sono le grandi molle a provocarlo, il malefico suono!

Cerca di ammortizzarle infilandovi ogni tipo di stracci…trovati a caso! Perfino attingendo dalla grande borsa dalla quale poco fa la mamma ha preso asciugamani e quelli che gli paiono…stracci!

Un’ultima pacca sulla carrozzella e…finalmente nessun Ggnignich! Finalmente!

E se ne torna nell’auto… rasserenato, mentre lancia uno sguardo dietro, dove la piccola – ora sveglia – intercetta il suo sguardo e con un largo sorriso felice, sbatte le manine con la gioia di sempre! Pare dirgli: ma guarda papà…che a me non da mica fastidio!

Ma la pace dura poco e ad ogni nuovo Gnignich!… la mamma sussulta e cerca di non incontrare lo sguardo del papà, mentre la piccola se la dorme felice! Gnignich!… Gnignach!…

“Eddy…ho un’idea!

” Oddio…mi fai paura quando mi dici così!

“Villano! ( ma sorride naturalmente…) Ecco l’idea: Canta!

“Cantare…ma sei impazzita?….cantare….!

“Mi hai raccontato più di una volta che la tua nonna ti diceva spesso: “Edgardo,..canta…canta che ti faccio le patatine fritte!”

Un sorriso, al ricordo…ed è un ricordo dolcissimo!

“Va bene, proviamo! E tu fammi l’accompagnamento, eh?

……”L’aurora di bianco vestita…..Gnignich!…già l’uscio dischiude al gran sol… gnignach!…

“Di già con le rosee sue dita….Gnignich…Gniniach…carezza dei fiori lo stuooool…Gnignach!…

Questa volta è la molla della carozzina che risponde ma…la magia di Leoncavallo ha operato il miracolo! Ora a nessuno dei due interessa più niente dei lamenti della carozzina…La vita è bella, il sole magnifico ed i campi d’attorno ormai sono quelli rossi ed ubertosi della Romagna!

Mancano pochi chilometri…e tutto va bene!

Gnignach!…..

E’ il primo viaggio che la famigliola intraprende in auto, e salvo imprevisti…nulla da temere.

I nonni, i bisnonni e le zie li aspettano in quella piccola frazione chiamata Linaro, sulla via Montanara, davanti ad una casina, posta all’interno del frutteto.

Agosto…tutti ad aspettare i due giovani di fianco alla casina, accanto alla piccola cascina annessa, dove il sole non arriva e tutto d’attorno gli alberi piene di foglie dei peschi e degli albicocchi. I nonni, “Gigiaia e Tisin” (Luigi e Teresa) vivono qui da qualche anno; al pianterreno la vasta cucina con annesso- ma nascosto- l’angolo dell’acquaio. Salendo una stretta scala, una stanza da letto, dove troneggia il vasto lettone di ferro, di quelli di una volta, tutto dipinto a colori vivaci sulle grandi ante protettive che hanno seguito i vecchi lungo la loro già lunga vita: sempre lo stesso! Che i due anziani cedono ai giovani sposi, come si usa nelle famiglie unite.

Il giovane padre ci si butta per un breve riposo mentre da basso si cucina e la giovane mamma sceglie un prato fiorito per rilassarsi vicino alla cesta con la sua bambolina. La felicità è fatta di piccole cose…

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15 risposte su “GNI-GNIC GNI-GNAC!”

Grazie! Grazie di tutto…e tu sai a cosa mi riferisco, piccolamia! Ricordi lieti, impossibili da cancellare, anche se proprio in questo periodo terribile mi appaiono come solo sogni, sognati in un’altra vita! Grazie del tuo impegno di questa notte…poichè lo so….che hai lavorato per postare questa notte! Beh!
Adesso lo rileggo ma sopratutto, guardo ancora una volta le fotografie!

Vero: l’ho scritto perchè me l’avevi chiesto ma…anche a me, tutto i appare diverso! Come un film, visto e conosciuto ma, che ora mi rivive addosso come se non parlassi di te, di me e del tuo giovanissimo babbo!
Eravamo felici ma come sempre accade nella vita…non lo sapevamo abbastanza. Ed ecco nascere il rimpianto di non aver saputo godere abbatanza di quei momenti irripetibili. Ma una cosa non è mutata affatto, e cioè che ho vissutgo il resto della mia vita, amando ogni momento che mi sapevi dare: anche quando mi dovevo dividere fra te ed il tuo babbo…mi sentivo da te compresa, e mai condannata! Hai sempre saputo che tu, eri la più forte nel mio Amore..e lo sarai finchè sarò qui a donartelo: forse…anche oltre la vita.?

È una brutta mattinata, soliti e nuovi problemi, non avevo voglia di leggere, invece dopo poche righe mi hai conquistata, come sempre. Ora che ho terminato di leggerti ho un sorriso ebete sul viso, grazie Serena, grazie di cuore

ehehehe! come vorrei poterlo vedere, quel tuo sorriso “ebete” come dici tu, amica cara! Ed ecco un’altro dei motivi per i quali amo tanto usare le parole, le parole della nostra meravigliosa lingua italiana, e che io mi sforzo di usare al mio meglio! E poi, c’è il Cuore! Il potere appunto di comunicare ad un altro Cuore, i palpiti umani del vivere.

Bellissimo ritratto di famiglia….mi è piaciuto tanto scritto in terza persona….si legge però,tra le righe,la malinconia di quel bel tempo….forse il mio pensiero è errato….ma io ho colto questo!!!Come sempre belle le foto che allietano ancora di più il racconto…..un grande abbraccio!!!!!

no, cara amica! come sempre lei sà cogliere nel segno: tanto, il rimpianto di non aver saputo tenere dentro di me l'”Elisir d’Amore” di quelle ore ,ed aver permesso alla crudeltà della vita di sopravanzarle. Tutto scorre purtroppo, eppure, mi basta rivedere una piccola fotografia e ritrovarmici, e ritrovare e godere di nuovo di momenti irripetibili, d’accordo, ma custoditi ancora dentro di me, come fossero accaduti ieri. Grazie di essere sempre qui con noi…cara amica! Ricambio quell’abbraccio che..prima o poi, potremo di nuovo scambiarfci!

Vero?????????? Mi è stato così grato scriverlo…richiestomi proprio da mia figlia! Che buffo! Vero che gliel’avevo più volte raccontato ma…singolare che abbia voluto viverlo tramite le mie parole! Grazie amico, di essere ancora qui con noi due: sole in una solitudine che se possibile ci avvicina ogni giorno di più, anche se derubate degli abbracci!

Che bella la sensazione di non essere più la sola a far rivivere ciò che può apparire una favola! Eppure,.favola mi appare oggi: mutati tutti e tre, in persone diverse…! Allora, mentre le vivevo, queste vicende erano del tutto reali e forse – alla luce dell’Oggi – non abbastanza godute. Grazie, sempre, della condivisione per ciò che scrivo!

Gnic gnac bellissimo.. a tutti è capitato di sentirlo per qualcosa.
A me per un letto vecchio che cigola , un vecchio dondolo che ha bisogno di essere oleato oooo a ognuno la sua esperienza.
Certo il cigolio di una carrozzina è il suono più bello che non è concesso a tutti.
Una giovane coppia felice con una splendida bambina.. cosa chiedere di più.
Vita fortunata 🥰🥰🥰🥰

Grazie Annina! ops! posso chiamarti così, vero? Ma…quei tempi felici…sono svaniti…mutati…cambiati…ed è per me così bello avere l’occasione di riaccendee dentro di me la fiamma di questi ricordi!

Come sempre Almina hai la mano felice nello scrivere. I nostri ricordi sono la cosa che ci accompagna nel lungo cammino. Tu hai il dono di saperli teasformare in dolci racconti per tutti

Grazie Lucia! Purtroppo, specie alla luce dell'”oggi”, i ricordi sono la sola cosa che nulla e nessuno può portarci via! E- grazie a te e Giorgio – in quegli anni durante i quali ho vissuto costì…ne ho accumulati così tanti…di bei ricordi! Prenditi questo abbraccio che vi mando…anche se solo idealmente…

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