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albero buco ricordi di guerra

La Stalla

L’inverno è lungo e pare non voler finire mai: nella grande cucina della casa colonica il fuoco nel camino s’è ormai spento. C’è la guerra e non bisogna sprecare la legna da ardere e così, quando il buio s’annuncia dietro i vetri, si lascia spegnere l’ultima brace.

Al primo piano, le camere saranno gelide ed i pagliericci pieni delle foglie di granoturco dell’ultimo raccolto, sussurreranno sotto il peso di ogni tipo di coperta…una sopra l’altra. Ma la voglia di stare assieme, di raccontarsi le giornate a turno, o di narrare fole per i bimbi, ci spinge tutti nella stalla, in uno stabbio vuoto.

E’ l’unico luogo dove ci sia un po’ di calore: le mucche ruminano davanti alle mangiatoie emanando il loro fiato caldo. E’ un rito ormai questo radunarsi: chi sta seduto su una balla di fieno, chi s’è portata una seggiolina dalla casa, altri accosciati sul pavimento ingombro di ogni genere di cose necessarie ogni giorno, per mungere e rigovernare le bestie..

I bimbi ridono fra loro, correndo dentro e fuori le transenne che dividono le mucche mansuete che continuano piano, stolidamente occupate a cibarsi con il muso affondato a raccogliere il fieno dalla greppia.

La campagna è addormentata sotto un manto bianco: nessun rumore e forse questa notte non sentiremo dal cielo quel rombo grande, terribile e che tutti ben conosciamo, sperando sempre che passi oltre. Il cielo è ancora carico della neve che scende lenta e lo si riesce a scorgere, in un effetto traslucido. Gli aerei non si alzeranno in volo questa notte!

Una lampada di fortuna illumina appena il gruppetto dei “grandi” mentre, pacatamente, si raccontano fatti passati o paure mai dimenticate, attendendo il sonno che ormai non potrà tardare. Presto però le voci s’abbassano fino a scomparire e – pur senza volere – tutti ascoltano la nonna che racconta una fiaba. I bimbi attorno a lei che . seduta su lo sgabello per mungere, il grande fazzoletto con le cocche rivoltate in cima al capo – li ha radunati e se li stringe addosso.

Una di quelle fole che raccontarono a lei quando – piccina – stava così come i bimbi ora, ascoltando un’altra nonna. Come allora, anche questa notte i piccoli ascoltano, spalancando gli occhi, protesi e sospesi a dare vita ai sogni che la voce piana racconta .

Qui, nella nostra terra di Romagna, c’è sempre stata una “nonna “ alla quale dare ascolto nella sua antica saggezza, mentre racconta vecchie fole che i giovani hanno ormai dimenticate. Anche in questa fredda nottata mentre la guerra impazza da qualche parte, in questa stalla riscaldata dal fiato delle bestie, il presente sembra voler scomparire e cancellare le ambasce della guerra vicina ridonando a tutti quel poco di serenità e fiducia prima che la follia dell’umanità le possa di nuovo uccidere.

Mentre la favola volge alla fine gli occhi dei bimbi vogliono chiudersi! Fra poco i grandi li prenderanno in braccio e saliranno le brevi scale verso quello stanzone al primo piano. In quel granaio ci sono famiglie intere, rifugiatesi nella grande casa per fuggire la guerra nelle città.

Sul pavimento ruvido, i sacconi ripieni delle foglie fruscianti del granoturco e s’odono solo questi sospiri mentre bimbi vi vengono depositati e nulla può turbare quel sonno già profondo. Almeno, non per questa notte.

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25 risposte su “La Stalla”

Grazie e’ ciò che mi nasce dal cuore leggendo questo racconto mi fa sentire in ogni parola la bella sensazione di essere lì e di godere di ciò che e’ stare in un luogo a parer mio fantastico. Tutto ciò che scrive miemoziona:ne ho persino percepito gli odori e la gioia di essere in un luogo e in un’epoca dove persino la natura mostrava amore e semplicità-

grazie Vittoria! Grazie per avermi detto…ciò che inseguo quando scrivo e cioè, la condivisione! Grazie per aver apprezzato questo momento intimo di quella piccola comunità che cercava solo il calore dell’amicizia! E grazie per il calore che da me, nello scriverlo, questo “medaglione”, mi è arrivato da te!

grazie…grazie! La gioia più grande per chi si serve delle parole, è proprio quella che mi hai descritta tu! Ho saputo condividere sensazioni che mi hanno formata e condotta sin qui! Ed è una cosa grande! E non ringrazierò mai abbastanza la fortuna di avere – con le mie parole – comunicato sensazioni per me così importanti!

Come sempre nel leggere si “entra” nel racconto…. Bello… Grazie di ricordare con leggerezza quel brutto periodo!!! Un abbraccio!!!

Bucolico, altri tempi, il problema è che non si torna indietro nel tempo …resta solo il ricordo e la nostalgia ha la meglio su tutto.

no, caro Bouscion…mica vero! Che faremmo, che farei io sopratutto, se nella tristezza della mia mal sopportata vecchiaia, e quella della Madre Terra da noi bistrattata come abbiamo fatto fin qui…si ribella e tenta di distruggerci! Dicevo…come farei io se non potessi rifugiarmi nel mio piccolo mondo dove i ricordi- affollandoisi attorno a me- sembrano proteggermi?????????????
Grazie amico, d’essere qui con me!

Grazie di cuore, Alma Serena!
Per un momento mi sono sentito di essere io uno di quei bambini protetti e coccolati dal caldo del granaio, dai dolci racconti della nonna e dalle mani forti e amorevoli che li riportavano a quei letti aspri e che tuttavia sapevano di casa. Erano tempi duri ma così pieni di umanità. Grazie di nuovo, perché hai la magia di riportarci sempre ad altri tempi e ad altri luoghi, dove c’è sempre del bello. ♥️

Grazie anche a te, amico…Mi parli di Magìa…ed è proprio questo per me: prendere la penna….e riuscire a trovare quelle…parole, proprio e solo quelle , che sole, possono compiere il Miracolo. e di miracolo si tratta- per me – ed ora come non mai, per nascondermi anche se per poco, da un mondo che non riconosco come il mio: come il nostro. e questa Magìa, come la chiami tu, mi è compagna fin da quando abbia ricordi: ed ogni giorno ne ringrazio il mio Fato.

quanti ricordi che hai di questa grande casa quando li leggo mi sembra di vivere in quel periodo con quelle persone care che non ci sono più,

Grazie Luisa…cara! Grazie di scoprire di coloro che – come dici – non ci sono più, attraverso questi ricordi che mi permettono di velare questo nostro Presente doloroso! eppure, amica mia, eppure io credo…credo fortemente, che li ritroveremo…presto…tutti…! Qualcuno ha detto che “nulla si crea e nulla si distrugge” e dunque? Impossibile che tutti coloro che hanno vissuto in quella vostra casa accogliente…non esistano più! E nemmeno questo mio sentimento d’amore e di riconoscenza che – proprio in quella casa – ho imparato a conoscere, possa andare distrutto!

Come ho detto tante volte, hai la capacità di farmi vivere le tue storie come se anche io fossi stata lì con.voi. Questa emana calore da ogni parte, condivisione e tenerezza. Un pochino di malinconia alla fine del racconto c’è, quella serenità che traspare dalle tue parole, nonostante la guerra, oggi non esiste più. Come ha scritto Barbara, chapeau.

Un grazie anche a te…piccola Erminia! Piccola nel senso che tale tu sarai sempre per me. Solo il piacere di scrivere…mi salva da un presente che avvilisce.
p.s sono contenta che la mia piccola fola ti sia piaciuta! O forse…favola non è…chissà?

Stupendo racconto di una vita difficile ma piena di unità familiare. Durante la lettura avevo la sensazione di vivere in prima persona. Grazie di condividere questi ricordi

Non c’è nessun altro commento che quello che hai voluto dedicarmi e cioè che ti è sembrato di vivere di persona ciò che ho ritrovato da un lontano…lontanissimo passato che voglio rivivere, e far vivere! Grazie Gabriella.

Molto bello, Serena. Mi piacerebbe prima o poi uno scritto non rivolto al passato, ma al tuo presente, ai tuoi pensieri di oggi, alla Serena di adesso. Un bacio

Din don e mi dicono dormi, sussurrano dormi, bisbigliano dormi… Là voci di tenebra azzurra che fanno ch’io torni com’era… Sentivo mia madre poi nulla sul far della sera.
Un bellissimo ricordo

…Innanzitutto…grazie di essere qui…ma sopratutto grazie di avermi dedicato i magnifici versi del grande Pascoli… – purtroppo per i giovani di oggi – che non lo conoscono nemmeno più! Ma se ho tardato a rispondere al tuo commento, ho dovuto prima cercar di rintracciare la poesia…da quei pochi versi…mica facile però! Mi ronzavano nella testa…..zzzzzzzzzzzz! e non li riconoscevo! ancora un grazie…per avermici costretta: in questi tempi così bui e tristi…c’è tanto bisogno di Bellezza!

[19:30, 29/11/2020] Andrea A.: penso di aver riletto almeno 4 – 5 volte il post ” sulla stalla” e ogni volta piango come un bambino. pensare che in quella stalla e in quello “stanzone” pieni d’amore vivo e hanno vissuto i nostri cari è un DONO IMMENSO!!!!!!!
non so’ come descrivere il sentimento che provo quando leggo questi racconti: rischierei solo di usare parole ” troopo piccole”!!! Vi ringrazio di cuore!!!

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