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il magazzino dei ricordi Racconti

Casa Salomoni

Come resistere al fascino di ricordi grati, belli e custoditi gelosamente più di un raro tesoro! L’autore delle rime gustose del post precedente è naturalmente l’incomparabile Nubellu! Figlio della mia cara Maestra Rina Salomoni e marito della citata Sissibelli, la sua dolcissima e bella sposa Clelia.
Come – in questo ricordo – non rammentarmeli tutti e tre in quella loro bellissima villetta, sulla quale – sovrana dolce, materna ma…fermissima Mamma Rina, ossia la mia maestra di musica – regnava.

Una casa tipo villetta in una di quelle inaspettate strade poco frequentate di Milano dove si affacciano sulla via tutta una serie di piccole case individuali ad un piano e che celano – sul retro – minuscoli giardinetti racchiusi da alti muri di cemento.
Devo subito narrare qui proprio quel minuscolo giardino trasformato in un’ altrettanto minuscola oasi di verde. Un verde ordinatissimo e forse…ingenuamente pretenzioso. con una piccola fontana chiacchierina al centro – con tanto di pesciolini rossi e fiori acquatici .

La prima cosa che si ammira dalla pensilina prospicente, sono proprio i muri perimetrali interamente coperti d’edera e quindi…non più muri, ma divenuti cornice ad una grande copia di una Madonna con bambino di Luca Della Robbia, con i suoi delicati colori bianchi ed azzurri. Chi non ne mai ammirato almeno uno nella sua vita! Se ne trovano ovunque qui in Italia!
Il verde fazzoletto-giardino si arricchisce, in un angolo vicino alla fontanella, di un bellissimo Fauno di bronzo e – per me bambina – vagamente inquietante, con le sue corna arricciolate, le zampe pelose e gli zoccoli ai piedi!
Poco lontano una bella riproduzione della Venere di Milo in gesso, mantenuta sempre bianca ed apparentemente marmorea, proprio da Mamma Rina che s’incaricava ogni primavera di ridipingerla di smalto.


Eravamo in tanti noi allievi della scuola Salomoni ma non c’incontravamo mai fra una lezione e l’altra proprio per la diligenza degli orari. Ricordo che a volte, già entrando dal portone di legno che si apriva sulla via e salendo i pochi gradini che portavano all’ingresso vero e proprio, udivo tutti e quattro i pianoforti che suonavano ognuno una musica diversa.


Eppure, pare impossibile, ma una volta seduti al pianoforte di turno usato quel giorno per la lezione, nessuno di noi udiva gli altri mentre suonavano! Tale era la concentrazione e l’intensità dell’impegno.
Ma torniamo al giardino. Torno torno al perimetro d’edera, un’aiuola sempre adorna – a seconda delle stagioni – e sempre curatissima.
Già da questa descrizione si può immaginare i due piani di quella che noi abbiamo poi sempre chiamata la Casa della Musica. Eh! si perchè fra i locali del pianterreno e le camere superiori si trovavano: il magnifico pianoforte a mezzacoda del salone zeppo di arredi di ogni genere, tutti preziosi e frutto di una vita di ricerche precise (si usava solo in occasione dei concerti di fine anno alla presenza del compositore e direttore d’orchestra Maestro Mario Guarino) e, quasi nascosto in un’ansa della sala, un altro piccolo pianoforte che sembrava quasi nascondersi di vergogna, vicino al più imponente strumento da concerto.

La grande cucina linda ed ordinatissima ( non vi ho mai trovato in vista nessun utensile) che ospitava un altro vetusto pianoforte (il mio preferito, ricordo). Al piano “nobile” come si diceva una volta, nello studio arredato e zeppo di mobili antichi, le pareti ricoperte di libri, sistemato in un angolo e quasi incassato dietro una colonna, il quarto pianoforte dove la maestra giovane – Clelia, moglie di Venusto, istruiva gli allievi più piccoli, come me, quando entrai la prima volta piena di gioia e di speranze: volevo diventare brava, ricordo, e suonare all’infinito!

Quante ore trascorse durante le lezioni con la mia Maestra Mamma Rina, seduta vicina a me (ben presto ero passata sotto il suo insegnamento studiando brani sempre più impegnativi) che, nell’introdurmi finalmente alla “musica vera” mi controllava in continuazione la posizione della mani sulla tastiera! E non era mica poi tanto tenera , sopratutto per la postura del corpo intero. A volte mi sosteneva con la sua mano i palmi alti sulla tastiera finché non riuscivo ad assumere al millimetro il controllo delle dita!
Non voglio e non posso non rammentare una frase che mi ripeteva spesso alla fine della lezione. Diceva: “studia, Alma, studia! Perché quello che impari non potrà portartelo mai via nessuno!”

Ma forse mi sto perdendo nei ricordi nel presentare l’autore di questa divertente descrizione di Venusto, (nell’intimità dell’alcova, Nu Bellu).
Direttore di un’importante banca milanese, figlio di un ex militare di carriera. …
Descriverne l’aspetto? Difficile, senza sminuirne l’acume intelligentemente divertente (un esempio ne è il sonetto ) senza cadere nel banale. Lungo lungo…magro magro…. sempre sorridente e pronto all’ironia – spesso sibillina ma discreta, in un certo suo stile mai dimentico di un’educazione militare – a volte seria ed a volte sornionamente divertita nella sua personale visione della Vita.

Ma ne ho, da raccontare sulla Casa Della Musica! In più di 12 anni, ne sono accadute di cose…..e quante ne ho imparate e scolpite nella mia Anima.
Ma una per volta, che le voglio raccontare bene: sono tutti episodi di vita e sono tutti importanti e preziosi, almeno per me. Perché non solo la musica si apprendeva entro quelle mura…ma spesso vere lezioni di vita. Grazie, Mamma Rina…Clelia e Venusto! Dovunque siate (perché sono certa che siate da qualche parte nell’Universo….) ogni tanto…fatevi “sentire” da me.

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8 risposte su “Casa Salomoni”

Ma che foto meraviglia!!!! Ho letto con tanto piacere… E gioisco del suo ritorno alla scrittura!!!!! Un arrivederci a presto.. nella lettura.. E.. Grazie…

ma invece…grazie a lei, cara Signora Barbara! E grazie a mia figlia, che durante la notte scorsa – tanto, da quando è mancato Dario le sue notti sono tutte in-bianco, come si dice, ha postato per me…. Però sono felice che la lettura di questo mio bellissimo ricordo, le sia piaciuto. Se ricorda…mia figlia ha avuto ( mentre sul video le comparivano i nomignoli di NUBELLO E SISSIBELLA) E NE ABBIAMO DEDOTTO CHE…IL MESSAGGIO era proprio quello di parlare anche di loro! E l’ho fatto…anche perchè fra tutti per me, il lascito importante di quei 12 anni entro le mura della “casa della musica” è fra i più importanti e formativi
A presto dunque….e lei già sà quello ched scriverò!

Deve essere bello e appagante aver vissuto una vita così appagante e intensa e non capisco perché non hai fatto la scrittrice di professione 🥰🥰🥰

Hai risvegliato i miei ricordi di quando dai 6 ai 13 anni andavo a lezione di Piano in via soave da una maestra magra e alta dolce e superba amante della musica con i suoi saggi a fine anno……

BEH! ricordi belli…immagino! Naturalmente per me, sono stati 12 ANNI di ricordi che non voglio mai scordare: tutti ricordi belli, bellissimi, al di là della gratitudine che ogni giorno sollecito in me, per tutto ciò che ho ricevuto in quella casa! Là non ho solo imparato ad amare la musica ma, spesso, a vivere la vita!
Infatti considero sempre quel grande beneficio che ho ricevuto in compagnia delle persone che di quella casa avevano fatto come un piccolo Tempio della musica e dell’arte – ma sopratutto perchè la dividevano con tutti noi, gli allievi che avevano la fortuna di aver conosciuto LA CASA DELLA MUSICA.

Conosco bene la casa descritta, dopo Venusto ci ha abitato il maestro Roberto Negri mio grande amico e anch’io ho preso lezioni di pianoforte li guidato da chissà quali anime musicali .

…ed allora l’avrai ben riconosciuta quella Casa! Roberto Negri…come lo ricordo bene! Allora, in quell’Universo lontano, era una specie d’enfant prodige” della Scuola, e come tale.. ricordo che a noi pareva un privilegiato.!
Che bello sapere che almeno per un po’, l’Aura magica che viveva entro quelle mura…è rivissuta in qualche modo!
Se è vero come è vero, che a quelle persone devo così tanta riconoscenza, sono certa che – dovunque Esse siano ora – possano vedermi…ed in qualche modo proteggermi, che del loro affetto non ho mai potuto dubitare.
A proposito di questo, stò per postare un episodio in cui racconterò come ho avuto – in un modo ben strano ed originale – da Mamma Rina un messaggio proprio per me. La prova che continua a seguirni ed ad amarmi.
Anche dopo sposata e già mamma, assieme a mio marito eravamo divenuti amici di casa, per i Salomoni, proprio per via del particolare di mio marito che – quando per puro caso scoprii che aveva quella sua meravigliosa voce tenorile e non non sapendo che fare – proprio a loro mi rivolsi, e chiesi consiglio e, fu proprio il Maestro Mario Guarino al quale loro si rivolsero, che per primo ascoltò mio marito cantare, incoraggiandolo a coltivare quel “gran dono di Dio” come ebbe a dire dopo averlo accompagnato al pianoforte, nel suo studio!
Che grandi doni mi ha regalato questa mia vita tanto travagliata e della quale…a volte mi lamento! E commetto un grande paccato nel farlo…se solo permetto ai ricordi che possiedo, di rimettermi sulla “retta via”!

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