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era mio padre gli imperi della luna il magazzino dei ricordi

Una bugia imposta

dal Magazzino dei Ricordi, Cassetto “era mio padre” –

I Pomeriggi Musicali

Racconto papà per farlo vivere ancora su questo blog e anche per mio fratello: abbiamo vissuto tempi diversi di questo nostro padre: io ho vissuto la sua gioventù, lui la sua maturità.

I pomeriggi musicali della domenica… un’atmosfera indimenticabile. La mitica “zia Butti”, una ex cantante lirica: aveva lasciato la carriera per il matrimonio (allora le due cose non erano coniugabili); senza figli, dedicava la sua passione per la musica ai giovani talenti, che riuniva in casa la domenica pomeriggio per il té e che la chiamavano zia.

Una bella casa, in centro, un’anziana signora fuori dal tempo, elegante e ingioiellata, sempre sorridente, e il cameriere in rigatino che annunciava “il té è servito”; l’atmosfera ovattata di un salotto milanese “bene” con le finestre chiuse sulla nebbia autunnale o aperte sull’improbabile primavera di una sedicente metropoli; le speranze dei giovani talenti di un luminoso avvenire e lo sguardo beato di zia Butti, conferivano un’aura speciale a quegli incontri.

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autoriforma

Ciuchina

miscellanea

Serie: i dialoghi tra la parte oscurata e quella illuminata

Dai, che litighiamo!

Dai…che litighiamo!

Ancora?…………. ma sei monotona!

Io, monotona? Sei sempre tu che m’incasini!
Che ci posso fare se hai la memoria corta? Eppure lo sai, che è tutta falso: una commedia!

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gli imperi della luna

Incontri

Ci sono incontri che brillano come piccole o grandi stelle nel cielo, lungo il cammino.

Per brevi attimi o un tratto di strada, luminosi, ti accompagnano interrompendo la solitudine del viandante, anime compagne; forse tornano, forse giungono.

Non importa se ti sfiorano e si allontanano, se solo per pochi passi ti si affiancano: quello che conta è sapere o ricordare che esistono, semplicemente; che altri che ti somigliano percorrono le vie di questo mondo; la meta, sempre la stessa. La tua.

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Racconti

LA NINA

…come i pionieri, ma non è il west…

Ricordi di guerra. Dedicato a chi dice che questa pandemia è come la guerra…non è proprio così, la guerra vera è peggio.

La giornata è radiosa: il calore del sole, pur cocente,è alleggerito da sospiri di vento. Il lento incedere del grande carro sul quale la mamma ed io stiamo sedute a cassetta mi permette di godere di ampi orizzonti, dove campi appena arati, o rigogliosi ancora di messi, scorrono a fianco della strada piena di affossamenti e buche: le orme dei carri armati.
Dietro di noi e davanti a noi: la guerra.

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Il Baldo il magazzino dei ricordi

IL TIRABOSCHI E IL CAPODANNO DELLA SFIGA MÁXIMA

Da fidanzati avevamo preso in affitto una casetta a Zambla Alta, nel bergamasco. Ci andavamo nei week end con gli amici: nel nostro appartamento c’erano due camere doppie e nella mansarda quattro, per una quindicina di posti letto: insomma un bel gruppetto.

Fu un bell’inverno…a parte i viaggi: allora nevicava sul serio e se non nevicava, c’era la nebbia padana, “el nebiùn”, fino ai piedi dei monti, e spesso uno di noi doveva scendere a cercare la striscia della corsia d’emergenza con la pila, perchè non ci si vedeva proprio! Quando non nevicava…

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Racconti

LA SPANNOCCHIATURA

Notte d’agosto…

Per tutto il giorno, da stamattina all’alba, gli uomini e le donne
hanno raccolto le pannocchie infiocchettate di biondo…di bruno…
di un bel colore ramato!
Passando nel folto della piccola foresta di fusti dorati e scoppiettanti sotto i piedi, si sentono cantare….melodie che vengono da lontani passati, ma sempre uguali! Parole semplici, note ripetute, schiettezza di voci naturali dispiegate dalle labbra ormai secche e screpolate dal calore cocente del sole a picco, dalla sete nelle bocche riarse.

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dietro il sipario il bel tenore il magazzino dei ricordi Racconti

PRIMA DELLA PRIMA

dietro le quinte del debutto del “bel tenore” (dai ricordi di Alma Serena, autrice del post)

L’arrivo all’albergo, nella minuscola cittadina di Busseto, avviene in una grande confusione: valige straripanti, sacchetti dai quali fuoriescono costumi di scena, scatole di varia grandezza, imbrattate da evidenti segni di ombretti, rossetti e chissà che altro.

L’albergo ormai noto e meta obbligata di tutti coloro che hanno a che fare con il teatro Verdi, ripropone ambienti da palcoscenico: tendaggi pesanti di velluto, arredi d’altri tempi, piante in vaso che pendono da ogni dove, lampadari grandiosi ma dalle luci discrete (ci si aspetta di vedere le candele al posto delle lampadine), colonne di legno istoriate….e via così…verso lo scalone di legno con la passatoia rossa. Al piano nobile, le camere con lo stesso effetto teatral-fantastico-scenico. Insomma: ci sentiamo già in atmosfera.

PRIMA DELLA PRIMA

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Il Baldo il magazzino dei ricordi

I RAGAZZI DELLA VIA MANTOVA – “Purtinar!”

Questo post, nella giornata della festa del papà, è dedicato a mio suocero, anche da parte di suo figlio l’ha raggiunto il 23 dicembre e non può celebrarlo. Racconta un ricordo di papà Mino,

In via Mantova, intorno agli anni ’20, Milano era più piccola e piena di milanesi che “gh’avevan el coeur in man”. A quel tempo si poteva giocare in strada senza pericolo e in ogni via c’era una banda di ragazzini di ogni età, in competizione con le bandel delle altre vie, e al massimo combinavano qualche marachella, come questa che vi vado a raccontare.