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I miei presepi

evoluzione di una presepista in erba

Ho iniziato a fare il presepe quando la mamma ha disfatto la casa dei nonni: allora le chiesi le statue sopravvissute ai vari traslochi; i personaggi principali, più grandi, sono alti 20 cm. La mia intenzione era quella di proseguire la tradizione dei un vero presepista (lui si che poteva fregiarsi di tale titolo…) in memoria e in onore del nonno, al quale devo tanto: il meglio di me.

I suoi presepi fantasmagorici sono impressi nella mia memoria e così ho deciso di continuare a far vivere le statue che avevano accompagnato la vita della nostra famiglia, insieme a quelle dei miei suoceri, più piccole, che da anni giacevano inutilizzate: da allora, due infanzie felici sono unite nel diorama natalizio.

2005, quando volli farlo grande perché ero rediviva: l’anno prima non avevo potuto farlo perché ero gravemente ammalata e finii in ospedale, in terapia intensiva: disperavano di salvarmi, ma io avevo ancora da fare e li sorpresi.: tornai a casa il primo giorno di primavera e a dicembre decisi che per compensare l’anno precedente, l’avrei fatto…doppio.
notturno…
notturno: particolare
particolare del villaggio
particolare : le genti che accorrono guidate dalla cometa
eccolo intero: primo tentativo di cielo stellato, ancora non esisteva la microfibra, lo feci con un pannello di polistirolo bucato e delle normali fila di luci per l’albero
mi prese in giro tutta la famiglia perché in così poco spazio la prospettiva andava a farsi benedire, finché il mio amico di una vita Fano mi disse: “bello” un presepe cubista!”

Si vede il tentativo di fare una volta celeste come quello di mio nonno. Dovetti ripegare su della plastica colorata con vernice spray e luci applicate sul retro. Avrei voluto una soluzione diversa ma non ebbi supporto. Oggi è saltato fuori un appunto per un post al primo blog, su questo presepe: è come se Dario abbia voluto dirmi: “sono qui”. Eccolo:

Una vendetta costruttiva, ad esempio : Uno scherzo da prete!

Ve lo ricordate il presepe dell’anno scorso?

Quest’anno, sperando di scapolarla, il mio martirio mi dice: “facciamolo sul tavolo in ingresso” (moooolto più facile, si crede lui, e poi più piccolo) e aggiunge: “ci mettiamo solo le statue grandi” (ovvero: capannina, re Magi e festa finita…seeeeeeee!) “e io: “si, ci pensavo anch’io, ma non c’è la presa elettrica da quella parte” – e lui “be’, c’è l’applique proprio sopra: usiamo un ladro” …”che d’è un ladro?” Me lo spiega. Mh… si eh? E così tu speri di sottrarti alla faticaccia annuale per far contenta la “mia bambina” che vuole albero e presepe. Mo’ ti aggiusto io. Mi siedo e metto al lavoro “le sceluline grisce”, come le chiama Poirot….

EUREKA!:

“Ciccio, come si buca il plexiglass?”

….Che peccato non aver avuto la macchina fotografica sottomano! La sua espressione era impagabile. Credo che abbia realizzato quel che l’aspetta….ma è mooooolto inferiore alla realtà. Vendetta sarà fatta!

Servito!

…fun una gran faticata…
grotta
grotta notturna con cielo stellato
primo presepalbero. Dario credeva di semplificare…
non male: l’anno prossimo lo famo meglio!
secondo presepalbero: ci allarghiamo
particolare: l’accampamento dei magi
la grotta
foto fatte dal mio amico Fano, credo sia un presepe intermedio
volevo un grande presepe e Dario mi fece un ripiano da appoggiare sul tavolo che ne raddoppiava l’ampiezza. Fu l’anno degli “effetti speciali”:
la grotta
il villaggio
l’accampamento dei Magi (la tenda la fece mamma, e anche una parte del cielo)
il villaggio
naturale, senza effetti speciali

Da qui in poi si comincia a fare sul serio… il cielo in fibra ottica. Feci fare delle tele per quadri a misura e le dipinsi nel box. Tutta blu quella di sinistra per la grotta e la cometa, rifinita con polvere d’oro e d’argento; dipinsi la coda della cometa e usai molte fibre grosse unite per il nucleo, poi stelle di diversi diametri. Quella di destra, invece, blu sfumato nel rosso di un tramonto, con il sole che calava, per l’accampamento dei Magi nel deserto.

parziale, manca l’accampamento nell’inquadratura
L’anno dopo si dovette ricominciare da capo…

Nel 2014 si dovette cambiare location perché arrivarono due gatti che ci vedevano bene e saltavano sui mobili, a differenza di tabatha, ipovedente. La mamma suggerì la soluzione 2005, nella parete attrezzata, ed in effetti funzionò: privi di una pista di decollo, i gatti non rischiavano di combinare disastri. Nel frattempo avevo acquisito un po’ di esperienza. Feci un altro cielo con la fibra ottica, con lo stesso sistema ma…tragedia! Ritirate le tele ci accorgemmo che c’era stato un malinteso e non si incastravano. Dario risolse. Non so come fece: so che riuscii ad avere il mio cielo stellato là dove doveva essere: un grande!

Quella volta feci delle foto work in progress:

il clielo stellato 1, quello orizzontale “la volta”
costruzione della grotta…con gatto incorporato
cucù! che ci fai tu lì dentro, monello?
prova cielo e inizio creazione montagna
rifinitura della grotta
bene, la parte faticosa, difficile ed impegnativa è fatta! Ora inizia il divertimento
prove: si comincia a vedere qualcosa
mumble mumble…
Eureka!
la grotta
i Magi
la cometa e il villaggio montano
la grotta
la stalla piccola
finito

new entry 2020: dal 2014 non l’ho disfatto: va fatta la manutenzione, le luci possono dover essere sostituite, la neve vecchia va tolta e rimessa, idem per il muschio, magari si cambia di posto a qualche statuina ed ogni anno c’è un personaggio nuovo.

Pensavo che per me il Natale fosse morto con mio marito, il 23 dicembre del 2019, ma lui non vuole che lasci morire anche la mia bambina che amava tanto…anzi, che ama! Perché “forte come la morte è l’amore”: è scritto nel cantico dei cantici; nell’anima della sua sposa invece è scritto: non lo spazio divide le persone, né la morte le separa. E’ solo un intervallo. Buon natale amore mio di sempre e per sempre.

Cyranaforever
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Di Cyranaforever

"...io procedo e sono, in piena lucentezza, piuma di indipendenza, pennacchio di franchezza" (E.Rostand)
Cercavo la Via, ora sono in cammino.
Libertà di pensiero è il fil rouge di questa avventura umana, ma sicuramente lo sarà anche per le prossime.

27 risposte su “I miei presepi”

nei tuoi racconti di sente l’amore che invade i tuoi ricordi i momenti più belli della tua esistenza e delle persone che hai tanto amato e che sono incise nel tuo cuore . Io il tuo presepe l’ho visto quando sono venuta a casa tua comunque brava sempre

questo racconto corredato da bellissime fotografie mi manda indietro nel tempo quando il
mio nonno faceva il presepe… era bravo il mio nonno come lo sei ti cara …brava barbara oggi rimetto a posto qualcosa del mio… al di là di ciò bellissimo racconto… dario… il protagonista è il nonno e la bambina che vive e gioisce. brava

Grazie Valeria. Perché non fai tu i componenti con la ceramica? Statuine, casette…quasi tutto può essere fatto con la ceramica. Devi solo decidere se vuoi vestire in stoffa in stile partenope le statuine o farle interamente in ceramica.

Questa volta non trovo le parole giuste per esprimere quello che si prova nel vederlo dal vero.. io ho la fortuna di poterlo fare e dico che è bellissimo e ti lascia senza parole..
Sei bravissima… e soprattutto si percepisce il grande amore che ci metti nel completarlo e perfezionarlo ogni anno .. non so che altro dire se non grazie a tuo nonno che ti ha trasmesso la sua grande passione e grazie a Dario che ti ha aiutato a mantenerla viva… brava

Grazie Anna 🙂 Non so se ne farei un altro senza il mio critico preferito… forse, ma uno diverso in aggiunta, magari in stile arabo o partenopeo: quello non lo disfo più (…capito mamma? e no: non è segno che devo disfarlo se occorre fare manutenzione).Tra le cose che amo di più in quel presepe sono le nostre infanzie felici riunite che si mescolano in armonia.

Bellissimi i presepi, sono testimone di diversi fatti da voi ed erano fantastici, ben elaborati nei minimi dettagli. L’idea della manutenzione mi è piaciuta tantissimo: rifarlo con tutta quella fatica…

il presepe era “affar mio”, l’albero era di Dario. Il nostro ruolo era di “critico d’arte” l’uno dell’altra. A volte ci consultavamo in corso d’opera su una scelta e durante e ci scambiavamo suggerimenti. Si consideravano “finiti” a raggiungimento dell’approvazione finale.

approfitto dello spazio fra un commento e l’altro! Sai che non mi ricordo di come abbia fatto per confezionarti le due tende rosse per i Re Magi? Beh! Si vede che…”nonna Pina docet…” mi ha ispirata, memore delle tre bellissime tende delle quali hai parlato nel post precedente, compresi i minuscoli cuscini dorati all’interno! vero che…”il sangue non è acqua!”
mom

vero….vedremo! ma approfitto di questo piccolo spazio ( ho riletto e rivisto il post non so per quante volte) per ribadirti, caso mai fosse necessario, non il mio amore, che’ cosa scontata, ma il mio RISPETTO! E tu sai a cosa mi riferisco: il tuo nonno, è certamente fiero di te, per come riesci a proseguire la tua via…con tanto coraggio.
mom
MOM

Caspita!!!!!!!!!!!!! stamane non sono potuta venire qui…la preparazione del PATE’ alle noci, che proprio Dario aspettava ogni Natale! Proprio lui! Quel mio genero tanto amato, anni fa venne a casa con la ricetta, avuta da una collega che l’aveva offerto in ufficio, nell’ultimo giorno prima delle feste:-) “Questa è per te, suocerina mia…me la devi fare, questa squisitezza! ci conto!” E da allora, sulla tavola natalizia, ha sempre troneggiato il famoso Paté alle noci! E se tu Barbara mia, anche in quest’anno doloroso hai avuto la forza di occuparti delle feste, del Presepe, dei regalini, come hai sempre fatto…come avrei potuto io, non seguirti in questo rammentare giorni felici? Ed è per questo che entro solo ora nel tuo bellissimo Post di Natale! Ero impegnata proprio ad iniziare quella faticosa incombenza tradizionale! La sfilata dei tuoi presepi è fenomenale…Degna nipote di tanto Nonno Marco! Ora che ci penso…oltre alla sua sposa che lo chiamava in questo modo, nessun’altro usava questo nome! Nonno Marco! Ma per tutti, lui era Alberto! già, perchè quando si conobbero, i nonni, si cambiarono vicendevolmente il nome! E quello che il mio babbo scelse per la mamma era Thea, come la rosa! Forse al giorno d’oggi, questa apparirà come una romanticheria d’altri tempi… Sono ormai più che certa che, lui, loro, siano più vicini a noi di quanto possiamo immaginare e sono anche certa che arrivato…in quell’Altrove, Dario abbia trovato ad accoglierlo anche il mio babbo! E l’avrà aiutato, all’inizio del suo viaggio, a CAPIRE cosa gli stava accadendo, tranquilizzandolo. Con la sfilata dei tuoi magnifici Presepi poi..mi par di intravvedere nel tuo nonno, quel tal sorrisetto fra il divertito ed il soddisfatto, che gli conosciamo. Brava! Brava piccola mia!

fenomenale quel paté! Anche quest’anno è un atto d’amore (secondo il noto assioma della donne emilian-romagnole: “amo quindi nutro”): lo condivideremo con i suoi cugini fraterni che ci hanno…adottate e fanno per noi quello che avrebbero fatto per Dario: e noi li ricambiamo ringraziandoli di cuore.
Hai dimenticato che c’era una sola altra persona che chiamava Marco il nonno: la sottoscritta.
In questo periodo dell’anno la mancanza di tutti si fa tanto acuta e quella di Dario…non lo so nemmeno io come faccia a sostenerla, sicuramente è lui. Bisogna che gli dica di smetterla di fulminarmi le lampadine della ghirlanda vintage a incandescenza: lo so che è qui con me…

Vivere i giorni precedenti il Natale con te e poi con VOI, é sempre stato emozionante. L’aria che si respirava la sento ancora dentro di me, come i borbottii di Dario: sai descrivere così bene i momenti, che mi sembra di essere lì con te.
Tutte le volte che ti leggo mi assale una grande nostalgia, non tanto per gli anni ( anche per quello eh), ma per l’atmosfera legata all’ Amore, alla complicità, ai profumi. Natale ancora di più. Felice di aver vissuto con voi quei periodi stupendi ed essere stata partecipe di tanti Natali insieme a voi: sono tutti nel mio cuore, poi la vita ci ha diviso, ma solo in km mai con il cuore. Dimenticavo…ormai il tuo presepe é degno di un architetto ingegnere: nonno Alberto sarà orgoglioso di tanta nipotina. Vi voglio bene 😘

Grazie, Erminia. Nostalgia canaglia…che tasto! Spero che riuscirai prima o poi a tornare su. Anzi, siamo a fine anno ed esprimo un desiderio, che potrebbe anche diventare uno scopo comune (un milione di Daimoku? io direi che ne vale la pena…): essere tutti almeno nella stessa zona, famiglia al completo comprese le nipotine…sbrigati però, prima che crescano: voglio vedere gli occhi dilatarsi davanti ad un albero che arriva al soffitto e ad un presepe di almeno 5 mq, come quelli del nonno. Nel frattempo, segnati il mio aforisma: non lo spazio divide le persone, né la morte le separa. By Cyrana 🙂

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