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Si riparano cuori

Cuori Nuovi e d’Occasione

Il campanello automatico risuonò in un punto lontano, nel retro della bottega. Lei si avvicinò al bancone, aspettando pazientemente che arrivasse qualcuno. Mentre aspettava, si guardò attorno, nella stanzetta polverosa e straripante di vecchi oggetti strani, libri, antichi orologi meccanici e carillons. Dietro il bancone, una luminaria multicolore a intermittenza la stava quasi ipnotizzando.

Dopo qualche secondo, una vecchia mano ossuta scostò la tenda di corde annodate e la donna si trovò di fronte un viso rugoso, nel quale splendevano due occhi scuri e profondi, dallo sguardo sorridente e penetrante.

“In che posso servirla, bella signora?”

Lei non rispose, mettendo un involto sul banco, con aria esitante, mentre guardava il cartello appeso sopra la porta dalla quale era sbucato quell’essere, più simile ad un elfo…o piuttosto ad uno gnomo? La donna frugava nella memoria, alla ricerca delle immagini create dalle sue fantasie di bambina, quando le leggevano le fiabe per farla addormentare o per indurla a mangiare, ma non le riusciva di ricordare.

Ebbe un attimo di esitazione, ma il vecchio capì cosa voleva dallo sguardo puntato sul cartello alle sue spalle…”riparazione e sostituzione cuori infranti”. Lui la fissò negli occhi, e lei sentì arrivare quello sguardo fino a …che? Non il cuore, che ora tingeva di rosso il panno che l’avvolgeva; si chiese com’era possibile sentirlo, dato che adesso era lì, sul bancone; si accorse che ancora pulsava debolmente. Alzò gli occhi e incontrò quelli del vecchio, che ora sorrideva.

“Vediamo: dia qua”. Prese delicatamente l’involto e lo aprì lentamente, con molta cautela; l’osservò da vicino, girandolo con attenzione e alla fine sospirò.

“Temo che non sia più riparabile, è stato infranto troppe volte, lei l’ha molto maltrattato, e adesso è proprio andato in mille pezzi…”.

“Ma come “io”? Non sono certo stata io!”

Il vecchio la guardò e di nuovo lei sentì quello sguardo raggiungere le pieghe più riposte dell’anima. “Diciamo allora che lei non ha saputo difenderlo, o che ha scelto male…molto male”.

“Io non ho mai scelto, ha fatto tutto lui” disse tra sé la donna; “…e allora? Non si può fare più nulla?”

“No, mi dispiace”

“…Allora…deve sostituirlo? Ma io ci sono affezionata! Non voglio un cuore nuovo, rivoglio il mio!” disse la donna con voce stentorea, trattenendo a fatica le lacrime.

“Mi rendo conto, bella signora…ma…”

“E poi, che cuore mi da al posto del mio? Da dove li prende?”

“Dipende, cara….”

“Questo significa che non posso nemmeno sapere che tipo di cuore avrò?” Lo interruppe lei “Cosa sentirà? Riuscirò ad abituarmici? Come diventerò IO?”.

“Dipende tutto da te. Quanto vuoi sentire? Quanto vuoi amare? Quanto sei disposta a soffrire? Puoi anche scegliere un cuore insensibile, così soffriresti pochissimo…e puoi persino decidere di vivere senza cuore”. Il vecchio aveva iniziato a darle del tu, ma lei non se ne accorse.

“Senza cuore, no: non soffrirei, ma non potrei mai vivere nemmeno un attimo di felicità. E cosa sentirei, con un cuore insensibile? Riuscirei ad amare?”

“Temo di no, quasi per niente”

“E gli altri, come starebbero accanto a me? Potrebbero essere felici?

“Difficile…anzi, credo proprio di no”.

La donna lo guardò disperata: non voleva vivere senza cuore, né con un cuore di ghiaccio… “E se mi tenessi il mio così com’è?”

“Certo, puoi farlo ma ormai, così ridotto, sanguina per ogni piccola cosa: se lo tieni com’è, sei destinata a soffrire ogni giorno”.

“Ma…come posso fare? La prego, mi aiuti! Ci DEVE essere un modo…”

Lui la guardò con quel suo sguardo penetrante che arrivava fin nelle pieghe più riposte dell’anima e disse con un filo di voce, esitante: “Un modo, forse, ci sarebbe…”.

(…Continua…)

Cyranaforever
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Di Cyranaforever

"...io procedo e sono, in piena lucentezza, piuma di indipendenza, pennacchio di franchezza" (E.Rostand)
Cercavo la Via, ora sono in cammino.
Libertà di pensiero è il fil rouge di questa avventura umana, ma sicuramente lo sarà anche per le prossime.

9 risposte su “Si riparano cuori”

brava barbara bravissima scrivi benissimo questo racconto è affascinante ma aspetto il resto
intrigante delicato si riesce a vedere quello che racconto! brava!

beh! adesso però…esageri! Va bene un po’ di “suspence”ma non così….E’ quasi una sottile crudeltà la tua! Del resto, bisogna prima aver vissuto una lunga vita…vita dura, amara, spesso disperante, per immaginare uno o lìaltro finale di una storia….che in un modo o nell’altro, prima o poi, ha toccato ogniuno di noi. Brava comunque…inquietante e troppo simile ad ogni esperienza umana.

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