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Pinkerton a Berlino 2 – la vendetta

Mentre andava in scena papi…

Io ero in collegio. Avevo 14 anni. Fulminata sulla via di Damasco dal Romeo e Giulietta di Zeffirelli, mentre le compagne giocavano o leggevano i romanzi di Liala, io me ne andavo nel parco a leggere le tragedie del mio nuovo amore letterario. Ma non bastava: figlia d’arte, decisi di organizzare una recita. Fu un caso che la data scelta per la rappresentazione coincidesse con quella della Butterly a Berlino di papà.

Mentre facevamo le prove, le altre compagne si allenavano a “fischiare”, ma le sfide mi sono sempre piaciute e questo, invece che scoraggiarmi, mi spronava a fare di più e meglio; “ah, volete fischiarci? La vedremo”.

Mamma avrebbe dovuto venire ad assistermi, soprattutto per il trucco e come assistente di scena, ma dovette volare a Berlino da papà. Io non feci una piega quando me lo disse, poche ore prima della recita. Ovvio che dovesse farlo!

Arrivò trafelata in parlatorio con una borsa che conteneva l’occorrente e dei disegni esplicativi; mi diede frettolosamente qualche raccomandazione, mi abbracciò, prese i cartellini in inglese che le avevo preparato (ai suoi tempi, a scuola insegnavano il francese) e saltò sul taxi che l’avrebbe portata in aeroporto. Meno male che non aveva paura di volare…LEI!

Mentre mi preparavo, sentivo i fischi di riscaldamento delle compagne decise a seppellirci e sorridevo, truccando anche le altre “attrici” in erba, pensando che mio padre, per ironia della sorte, andava in scena insieme a me, qualche migliaio di chilometri più a nord.

Per la recita, ci avevano concesso l’uso della “sala delle ballerine” , meravigliosamente affrescata (il Collegio Reale delle Fanciulle, così si chiamava allora, è monumento nazionale ed è veramente un piccolo gioiello). Sbirciai dalle doppie porte che dividevano la stanza adibita a camerino: la Direttrice sedeva come una Regina Madre su di un divanetto rococò… la mitica Dacomo Annoni, una imponente e severa signora sempre vestita di nero (quando voleva eccedere in civetteria, vestiva di nero e viola). Tremavano tutte al suo passaggio e toccava sempre a me, impavida, capeggiare i comitati per le richieste speciali, come quella volta che chiedemmo il permesso di vedere lo sceneggiato “La Freccia Nera”: con la mia migliore versione di faccia di bronzo, tirai in ballo la guerra delle due rose, “che giust’appunto stavamo studiando a lezione d’inglese”; immagino che le costò un notevole sforzo restare seria di fronte all’abilità di esposizione e all’astuzia dell’argomentazione…comunicatori si nasce ed io, modestamente, “lo nacqui”…Naturalmente diede il permesso.

Accanto a lei, sedeva la Vice, e dietro di loro sedevano le compagne, sulle sedie portate dalle aule di studio. Ne avevo, di coraggio!

Rincuorai “la mia compagnia” e mi raccomandai a Dio perché non sbagliassero l’entrata, dato che io non potevo fare da buttafuori, essendo già in scena.

Fu un trionfo. Si dovette concedere il bis.

Quella sera mi addormentai felice di quella prima sfida ardita, vinta tutta da sola, pensando al mio papi…chissà com’era andata la sua recita…peccato che non ci fossero mamma e papà.

Volevo fare l’attrice, scelsi l’amore e la famiglia, come mia madre. Ma conto di rifarmi quando mi ritirerò dal business, proprio come fece lei.

Cyranaforever
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Di Cyranaforever

"...io procedo e sono, in piena lucentezza, piuma di indipendenza, pennacchio di franchezza" (E.Rostand)
Cercavo la Via, ora sono in cammino.
Libertà di pensiero è il fil rouge di questa avventura umana, ma sicuramente lo sarà anche per le prossime.

2 risposte su “Pinkerton a Berlino 2 – la vendetta”

mammamia! non me l’avevi mai raccontata, in questo modo, quella tua esibizione! Ed io…ignara e lontana…in quella stessa sera perdevo almeno dieci anni di vita….lassù a Berlino, mentre sul palcoscenico accadeva…di tutto!
Al ritorno…credo di averti chiesto ma….dando per scontato che la tua esibizione, diretta ed interpretata da “mia figlia”…non poteva che andare venissimo! E così fu. Ma ancora oggi…la mia assenza dietro quelle quinte mi perseguita, come ti avessi tradita! E forse proprio questo ho fatto. Ma tu comprendesti allora, ancora giovanissima hai compreso – forse confusamente – che io dovevo..proprio dovevo…stare accanto al più debole dei miei due grandi amori: te e tuo padre! Ancora oggi voglio ringraziarti per aver così ben compreso e…perdonato.
mom

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