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gli imperi della luna il magazzino dei ricordi

Ognissanti, appuntamento con la memoria

Quest’anno, con immenso dispiacere non posso andare a visitare quello che Dario chiamava “magazzino dei ricordi” e allora ci torno con il ricordo: un post del 2005 del vecchio blog.

Non vado quasi mai al cimitero, ma ad Ognissanti, ricorrenza della nonna paterna e del bisnonno Luigi, vado in un paesino a 25 km da qui; ora ci sono anche le ceneri di papà, insieme ai suoi genitori. Quello che faccio, in realtà, è un viaggio nella memoria di un’infanzia felice.
Il paese è rimasto lo stesso, a dispetto dell’urbanizzazione selvaggia imperante ovunque, ma non qui.


Ogni domenica andavamo dai nonni a pranzo. Chissà perché avevano scelto di trasferirsi proprio qui, vicino alla riserva del Ticino.
Rifaccio ogni anno lo stesso percorso di allora e guardandomi intorno noto con piacere che non molto è cambiato. La stessa campagna piatta e brulla, tipica della pianura lombarda, dolcemente malinconica sia col sole, sia con la pioggia, poche case isolate ogni tanto, il dosso e poi si passa davanti alla villetta che fu dei nonni e si prosegue sulla strada maestra fino al cimitero, passando davanti alla chiesa, con la sua facciata invariabilmente rosa da più di 40 anni a questa parte e mi rammento le funzioni di allora, con gli uomini e le donne separati; io dovevo stare con la nonna e non capivo perché, ogni volta protestavo: una ribelle in erba.
Oggi c’era un po’ di nebbiolina. Di solito, all’uscita, compriamo le castagne arrosto appena fuori dal cancello, ma oggi le avevano già finite.


Il cimitero è piccolo, raccolto, non è triste, o almeno non lo è ad Ognissanti: c’è un brulicare di gente affaccendata, le tombe tutte lustre e piene di fiori, quasi fosse una festa e forse lo è: ho sempre l’impressione che in questa settimana ci sia un varco attraverso il quale “loro” possono passare e io ne avverto la presenza chiaramente, ma non è una sensazione triste, anzi! E’ una sensazione gioiosa: forse sono contenti di poterci incontrare. Negli altri periodi dell’anno non mi succede, il cimitero è solo un luogo triste e malinconico, infatti non ci vado: loro non sono lì, io questo lo so, lo sento, ma Ognissanti è un giorno speciale: ho un appuntamento con la memoria di momenti molto felici, vissuti in quel paesino.


Mentre mi metto in cammino, li avviso col pensiero: “sto arrivando” e sento che loro mi aspettano; quando mi trovo di fronte alle foto, è come se li avessi davanti e scorgo una luce di immensa gioia in quegli occhi, pare impossibile che si tratti di un’effigie di ceramica (devo cambiare la foto a papà: non guardava nell’obiettivo e io voglio poterlo guardare negli occhi come faccio coi nonni e scorgere quella luce). Ogni anno l’emozione è la stessa, sale dal cuore e inumidisce il ciglio, ma non è tristezza: è la gioia dell’incontro.


Si trovano in una specie di chiostro, dal quale scorgo le cime degli alberi spogli; dopo aver pulito le lapidi e sistemato i fiori, chiedo ai miei di precedermi in auto e me ne sto da sola a parlare un po’ con loro. Poi a malincuore vengo via, dopo aver recitato la mia preghiera buddhista e la loro, quella cattolica.
Al ritorno ripassiamo davanti alla villetta: sono contenta che sia tenuta bene; guardo dal finestrino gli uccelli di passo e mi tornano alla mente dei flash del “tempo che fu nostro”, come diceva l’altro nonno, lo scrittore.
Ogni anno mi riprometto di tornare presto, ma in fondo so che il nostro appuntamento è ad Ognissanti, quando li troverò ad aspettarmi e di questo sono certa.

Cyranaforever
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Di Cyranaforever

"...io procedo e sono, in piena lucentezza, piuma di indipendenza, pennacchio di franchezza" (E.Rostand)
Cercavo la Via, ora sono in cammino.
Libertà di pensiero è il fil rouge di questa avventura umana, ma sicuramente lo sarà anche per le prossime.

17 risposte su “Ognissanti, appuntamento con la memoria”

oh! piccoletta…piccoletta mia! Avrei voluto – fin da quel tuo primo momento nel quale vedesti la luce, già con i tuoi occhioni azzurri e spalancati – poterti difendere…con ogni mezzo possibile da tutti i dolori che già – e lo sapevo – ti attendevano! Naturalmente, non mi è stato possibile…e…che un qualche Iddio lontano ed improbabile ( almeno così come ce l’hanno propinato ) te ne avesse almeno condonato almeno uno: quello dell’Impermanenza!
Ma naturalmente…alla mia preghiera non ho avuto alcuna risposta! mai! Capii ben presto, che dovevo subito prepararmi – come potevo e se, potevo – a difenderti con le unghie e con i denti…da quanto già la vita aveva in serbo per te! Ed io, sempre al tuo fianco, però! Impossibile rispondere con parole rassicuranti a questo tuo Post!…non ce ne sono se non quelle che da sempre ti permettono la certezza – in un tempo sconosciuto per noi – di poterci reincontrare con tutti coloro che ci hanno e che abbiamo amati. Anch’io sai, sono in un qualche modo contenta, di sapere che là, vicino al nostro OGGETTO DI CULTO che ci serve per raccogliere la forza della nostra convinzione, ogni volta che ti ci avvicini trovi l’urna di Dario! E rimpiango invece, di avere lontani da me, ciò che resta – ed è così poca cosa e di alcuna importanza – di chi ho amato! Ed allora…vengo qui, al pc e sullo schermo cerco, e ritrovo, le fotografie sorridenti dei nostri cari! E non sono le foto che ritrovo, ma ciò che SENTO… da sempre: la loro presenza e la carezza di quell’amore che è inestinguibile!

oh se si potesse risparmiare a chi amiamo la sofferenza! Ci riescono solo i grandi Maestri purtroppo… che però assumono su di loro il karma che alleggeriscono ad altri. Siamo sulla terra per crescere e abbiamo visto da vicino (…) come una vita piana e senza scosse sia inutile: non si cresce.
Nella bibbia è scritto “forte come la morte è l’amore” e cyranaforever ha scritto: “non lo spazio divide le persone, né la morte le separa” 🙂

Tutti i ns cari sono SEMPRE nei ns cuori e pensieri… Poi loro viaggiano nei loro piani di questa nuova esistenza!!! Un abbraccio!!

Bel racconto!! Mi ricorda il film per bambini che si chiama CoCo, appunto parla del giorno di Ognissanti. Poi anche io parlo con i miei nonni ancora e pure non sono un ragazzino. I nonni sono sempre i nonni, da loro e come andare al luna park, e tutto concesso, anche i vizi nascono dai nonni, e poi come ci viziavano loro non lo faceva nessuno. viva i nonni!!!!!!

se non esistessero bisognerebbe inventarli (lol) a me manca più essere nonna che essere mamma… il mio cuore è pieno di gratitudine per tutti e 4 i nonni, tanto diversi tra loro, che mi hanno regalato una infanzia felice e mi hanno amata tanto, pienamente ricambati.

Io, i miei cari, tutti tranne i miei genitori, li ho sepolti molto lontano, in vari luoghi a nord. Non riesco ad andare a trovare mio padre, sepolto a 25 km da casa mia, né mia madre, sepolta più vicina. Andare al cimitero (ai cimiteri) è un ravvivare il sordo dolore della mancanza e della perdita, di come la dipartita sia accaduta ad entrambi in circostanze diverse. Forse la mia è una forma di vigliaccheria. E mi limito a pensarli, a pensare quanto mi mancano

anch’io non amo i cimiteri, ma questo è un appuntamento con la memoria, conta di più passare davanti alla loro villetta e attraversare quel paesino affollato di bei ricordi, poi c’è la magia di quelle foto che si animano…ma è un caso del tutto particolare. No, non credo sia vigliaccheria la tua: io non ho ancora messo la foto di mio marito nell’angolo di preghiera insieme agli altri perché sarebbe come sancire la sua morte e non sono pronta a farlo.

Cara Barbara, in questi giorni anch’io penso pascolianamente ai miei morti e sono contenta che mia mamma è a casa. La cremazione e le ceneri a casa è la soluzione che più mi piace. Mi ha sempre fatto tristezza vedere le tombe abbandonate.

anche a me fanno tanta tristezza. Ottobre è il mese del ricordo fino ai Morti… poi arriva l’avvento e in genere le persone sono più liete, per me quest’anno non sarà così perché il 23 dicembre sarà il primo anniversario di Dario. Natale è finito per me. La dura Legge dell’impermanenza…io amavo tanto il natale…

ti vedo barbara mentre avanzando cerchi con gli occhi o tuoi cari …in un gesto ch forse facciamo tutti…l ultimo saluto solitario…un racconto molto accorato anche se non sembra..ma
amo talmente il tuo modo di scrivere sei bravissima…grazie e grazia per la foto del tuo papà …lo ricordo e gli voglio bene

Mia mamma che amava i suoi tre figli più della sua vita stessa , come tutte le mamme o quasi , mi diceva che l’amore per i nipoti era differente ma più forte e inimmaginabile.. Pensa alla gioia che gli hai dato e all’amore che hanno potuto dimostrarti .. loro sono stati fortunati e non devi rattristarti 🥰🥰🥰🥰

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