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il magazzino dei ricordi il tempo che fu

Girotondo

….oh quante belle figlie madama do re… oh quante belle figlie…..! e la bimba canta, socchiudendo gli occhi mentre una ciocca dei capelli biondi le sfiora una gota…..Il re ne comanda una madama do re il re ne comanda una…..e quale gli vuoi dare madama do re…..Le sue mani sono piccole e paffutelle, ma la loro stretta è già forte e sicura, allacciate a quelle di altri bambini che girando compongono un circolo entro il quale i piccoli volti infantili compongono un’innocente collana di freschezza….. se son belle me le tengo, madama do re, se son belle me le tengo….!


L’abete secolare imprigiona fra i rami gli ultimi bagliori del tramonto. In alto, il cielo serotino già scolora per ammantarsi della prossima notte. Una prima stella si accende, appena visibile per ora : è la stella della sera!


La nenia perde forza ad ogni giro di quella collana d’innocenza. Ora le voci di nonni e madri chiamano a raccolta i loro “pulcini” che s’avviano, senza protestare per una volta. I volti sono già un poco assonnati e corrono là dove li accoglie il desco illuminato appena dalla lampada bassa sul tavolo della cucina : attorno al lume, un volteggiar di falene come impazzite ed ignare che quella luce segnerà la loro morte. Eppure s’affannano, girandole attorno, impegnando le diafane ali in un ultimo meraviglioso fremito di passione. Cadono sulla tovaglia candida che sarà anche il loro sudario.


Questi sono ricordi d’immagini quasi cancellate, eppure così vivide ancora. Come le falene affamate di luce e di fuoco, anche la piccola bimba bionda, quasi diafana in una magrezza androgina attraversa da sola – sempre da sola –attimo dopo attimo della sua pur breve vita – ora dopo ora, giorni e mesi ed anni, uno di seguito all’altro, sempre inseguendo quella stessa luce che sempre le appare così amorevole eppure assassina.!
Essa lo sa ormai, che quella luce uccide, eppure continua, come la cantilena di quell’infanzia terminata così presto e portata via, spazzata da tutte le realtà attraversate….o quante belle figlie madama do re, o quante belle figlie… ed ogni vita vissuta da questa bellissima figlia che la madama del re voleva portar via, nel palazzo incantato, ora paiono nulla: solo brevi scalfitture delle fragili e diafane ali. I capelli biondi ora splendono ancora di più, ma sono bianchi, come raggi di luna.
Non più il grande abete che la proteggeva con l’ombra. Non più stracci di sole impigliati fra i suoi rami di un mondo scuro di verde. Non più la voce dei nonni che la chiamano per la cena. Non più….tutto!


Eppure la prima grande stella della sera risplende sempre, ma ora, quella piccola e bionda creatura sembra guardare altrove. Quegli occhioni bruni che nascondevano sogni e fantasie ora cercano di andare oltre quella stella che brillando e palpitando annuncia la notte. Oltre!….Oltre!…Là dove neppure la luce del sole può arrivare; nel buio della notte, nello stormire quieto dell’abete scosso dal vento, là sulla cima. Con i suoi capelli di luna nasconde tutte le lusinghe alle quali non crede più… ed aspetta. Da lontananze misteriose echeggia a volte la filastrocca……oh quante belle figlie madama do re, o quante belle figlie……

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