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gli imperi della luna pistolate

Conto alla rovescia

La piccola cinese sottile come un giunco, con il consueto sorriso di celluloide stampato sulla faccia, posa il vassoio con l’immancabile grappa cinese alla rosa e i biscottini della fortuna. Lui guarda il viso della sua compagna, illuminato dal riflesso rosso della piccola lanterna sul tavolo: è bellissima e dai suoi occhi neri che lo fissano dietro le lunghe ciglia dardeggia uno sguardo pieno di promesse.

Sorridendo, lei gli porge un biscottino. Lui lo sbriciola e scopre con sorpresa che sul biglietto è stampato solo un numero: “3”. Ma che significa? Di solito ci si trova una di quelle stupide frasi… Ne prende un altro: “2”. Sempre più sorpreso, ne spezza un terzo: “1”, poi un quarto: “game over”. D’istinto, alza lo sguardo e la riconosce, in fondo al locale: vestita da cinese, con un’ampia e lunga giacca di seta rosso sangue su larghi pantaloni scuri e i capelli nerissimi raccolti in una lunga treccia. Con un veloce movimento, la donna si gira di scatto e l’ultima cosa che lui vede è la punta del coltello che vola verso il suo petto.

“Dottore, sono le sette. Dottore!?! Dottore!” La voce della filippina (come accidenti si chiama? Non è mai riuscito a pronunciare il suo nome), che bussa sempre più forte, alla fine riesce a farlo riemergere dalla nebbia del sogno e della sbronza.

“Avanti!”

Il suono della sua voce impastata lo infastidisce, ma aiuta a incrinare il senso di oppressione delle emozioni di quel sogno terribile e prova un senso di sollievo e quasi di gratitudine per la piccola filippina, che apre le imposte dopo aver appoggiato la tazza del caffè sul comodino. Si guarda intorno: il letto è sfatto come dopo una notte movimentata, ma lei non c’è. Si, ma lei chi? In un disperato tentativo di raccapezzarsi tra dimensione onirica e reale, si chiede “C’era o non c’era una donna, lì, ieri notte?” mentre si trascina con passo incerto fino al bagno e asciugandosi le mani trova la risposta lì, sulle sue dita: un paio di ciglia finte. Alza lo sguardo, appena in tempo per sorprendere la sua espressione un po’ stupida riflessa nello specchio, ma la sua attenzione è subito distolta da un numero tracciato con il rossetto rosso: “3”.

Un brivido gli corre lungo la schiena, mentre sente la filippina chiudere la porta d’ingresso dicendo: “vado a fare la spesa, dottore”.

Inquieto, alza la ciambella del wc e legge sul coperchio: “2” scritto con lo stesso rossetto.

L’inquietudine aumenta, mentre si dirige verso la cucina per fare colazione; apre l’armadietto per prendere i biscotti e sull’interno dell’antina vede un “1” vermiglio.

A quel punto il panico lo immobilizza, ma riesce a controllarsi abbastanza da raggiungere il telefono…si, ma per fare che? Non può certo chiamare la polizia e dire “venite subito: sono in pericolo perché qualcuno ha scritto col rossetto dei numeri in casa mia”. Vede che c’è un messaggio in segreteria: schiaccia il pulsante per ascoltarlo e senta la voce della bella sconosciuta rimorchiata la sera prima che dice “game over!”, prima dello scoppio.

…..

Gianluca si rizzò a sedere sul letto, spaventato. Cosa l’aveva svegliato? Ah, certo! Il martello pneumatico in strada: i lavori per la nuova stazione del metro sotto casa. Ma che ore erano? Accidenti, le otto! Doveva sbrigarsi. Balzò fuori dal letto e mentre faceva la doccia ripensò sbalordito al suo strano “sogno nel sogno”. Mentre avviava il motore dell’auto, giurò a se stesso che mai più nella vita avrebbe fumato una canna.

(Pistolata agostana del 2009, ripescata dal vecchio blog, per offrire un sorriso a chi passa di qua e mettere un po’ di peperoncino, che nel dolce cioccolato ci sta bene: cazzeggiare ogni tanto è cosa buona e giusta; mi ha divertito rileggerlo, spero che diverta anche gli internauti in visita)

Cyranaforever
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Di Cyranaforever

"...io procedo e sono, in piena lucentezza, piuma di indipendenza, pennacchio di franchezza" (E.Rostand)
Cercavo la Via, ora sono in cammino.
Libertà di pensiero è il fil rouge di questa avventura umana, ma sicuramente lo sarà anche per le prossime.

3 risposte su “Conto alla rovescia”

ahahah! si, che mi sono divertita!!!!!!!!!!!!! Ma sulle prime…non capivo bene cosa stava accadendo! …forse sono ormai troppo “vecchia” per afferrare – così- d’amblet….una PISTOLATA così divertente! ah! la gioventù…
Poco fà ho rimpianto di averla perduta…tanto tempo fà, questa tua “gioventù” da ragazzina….che però mi ha lasciata contenta di scoprire!
mom

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