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gli imperi della luna il magazzino dei ricordi

Ciao, Gustìn

Augusto era un contadino, con la semplicità e la saggezza degli uomini legati alla terra; sedeva spesso in un angolo, silenzioso, con un sorriso malinconico che a tratti si illuminava, preceduto da un guizzo di vivacità negli occhi. Non ricordo di averlo mai sentito lamentarsi. Parlava poco, per lo più del tempo: per chi coltiva la terra il tempo è pervasivo e fondamentale, può ripagarti del sudore versato o distruggere in un attimo tutte le fatiche di una stagione. Però ascoltava attentamente e qualche volta esprimeva un breve commento, spesso sorprendentemente arguto.

Ottobre porta le castagne, le prime nebbie e si intravede il 2 novembre: l’annuale appuntamento con la memoria. Inizi a ricordare tutti quelli che ti hanno preceduto e sono già “tornati a casa”: la vita ti appare allora una lunga serie di addii e certe volte, quando sono troppo ravvicinati, il cuore oscilla tra lo sconforto e la rabbia. Ad un certo punto della vita capisci che non si muore una volta sola, che sul cammino devi superare tante piccole morti e lasciare per strada non solo brandelli di cuore: circostanze, luoghi, situazioni che mutano, persone che ti deludono, che si allontanano, che muoiono e con esse una parte della tua vita, del tuo passato, che perde per sempre la dimensione materiale, sopravvivendo solo nel regno incorporeo della memoria.

Augusto, detto “Gustìn”… un altro brandello di vita e di cuore da archiviare nel magazzino dei ricordi: un altro cassetto, un’altra etichetta: “albero buco”… dava il nome al podere, ma quello se n’è andato prima, ormai da un pezzo, abbattuto per far posto al progresso. In quel cassetto metterò le visite sul calar della sera, il giretto “nel campo”, o nella vigna facendo pronostici per l’annata, le chiacchiere sotto il vecchio fico mentre il cielo diventava sempre più scuro, la straordinaria, armoniosa serenità di quel luogo, occhi che lasciavano trasparire cuori semplici e coraggiosi e ti rimettevano in pace col mondo, le tavolate infinite d’inverno davanti al camino e d’estate sotto il pergolato, la forza della terra che emanava dalle enormi zolle smosse alla fine dell’estate.

Un giorno aprirò il cassetto e scriverò una storia.

Un giorno, ma non oggi.

Ciao, Gustìn, cerca Dario che è arrivato e ricordati di dire al bisnonno Luigi che le sue cesoie le ho io.

Cyranaforever
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Di Cyranaforever

"...io procedo e sono, in piena lucentezza, piuma di indipendenza, pennacchio di franchezza" (E.Rostand)
Cercavo la Via, ora sono in cammino.
Libertà di pensiero è il fil rouge di questa avventura umana, ma sicuramente lo sarà anche per le prossime.

16 risposte su “Ciao, Gustìn”

Come al solito…il mio commento è il primo! Alzarmi e correre qui, sperando – come sempre dai tuoi “post” – di ritrovare sensazioni e pensieri grati, che s’affollano, come cose finite ma che tu sai riportare in vita”. Ed una vita sola non basta! Ce ne accorgiamo solo quando sembra esserci sfuggita fra le dita e credevamo – allora -…che non sarebbe finita così presto! Ma ecco la benedizione del Ricordo: questo riandare, rivedere, rivivere con più Amore di quanto forse, facemmo allora. Ed il cuore che sussulta, di nuovo giovane e vivo di vigore, leggendo quese parole che parlano di Speranza: quella di voler credere, credere fermamente che tutto è ancora com’era, e tutto ritornerà, se continueremo a mantenere nell’anima tutto ciò che di bello, di giusto ed importante, ha attecchito dentro di noi!
anche da me, “Gustin” un Grazie per aver attraversato questa mia vita.

E’ sempre una questione di scelte e ogni scelta implica una rinuncia. Per fortuna noi abbiamo scelto un sentiero di luce e lasciamo andare senza rancore le cose che ci hanno ferito o che non ci appartengono, così resta più spazio per i tesori del cuore, grandi o piccoli, che la Vita ci dona lungo il cammino: luoghi, sensazioni, Compagni di strada che ci affiancano per tratti più o meno lunghi, che ci hanno fatto crescere e che abbiamo aiutato a crescere, e che ritroveremo nelle prossime vite.

grazie 🙂 io sento che in ottobre si apre una porta fino a natale e chi abbiamo amato e ci ha amato ha facilità a raggiungerci: forse è la porta del nostro cuore che si apre e loro entrano per salutarci e rinnovare i legami

Gustin era proprio come l’hai descritto: una persona speciale un sorriso e una parola per tutti. Un padre e un nonno speciale. Certamente avrà cercato Dario. Un abbraccio

Spaventosamente certo!! Quando si dice che si muore diverse volte, una volta l’ho pensato anche io e non solo, a volte ci portiamo il nostro cadavere sulle spalle e non lo vogliamo mollare, anche con le persone che ci sono state vicine e ci hanno deluso, portare il cadavere lo definisco nel senso che queste persone ci fanno del male le abbiamo vicine ma non perdiamo la.speranza che un giorno cambieranno (cosa impossibile) ma ci uccidono dentro. Gustin ha vissuto bene in un ambiente sano e pulito sia in mente che in corpo.
Le faccio i miei complimenti, lei riesce sempre a farmi riflettere e penso che la vita e fatta anche del riflesso del nostro passato, sarebbe un presente vuoto senza ricordi così belli e riflessivi.

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