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gli imperi della luna pistolate

Conto alla rovescia

La piccola cinese sottile come un giunco, con il consueto sorriso di celluloide stampato sulla faccia, posa il vassoio con l’immancabile grappa cinese alla rosa e i biscottini della fortuna. Lui guarda il viso della sua compagna, illuminato dal riflesso rosso della piccola lanterna sul tavolo: è bellissima e dai suoi occhi neri che lo fissano dietro le lunghe ciglia dardeggia uno sguardo pieno di promesse.

Sorridendo, lei gli porge un biscottino. Lui lo sbriciola e scopre con sorpresa che sul biglietto è stampato solo un numero: “3”. Ma che significa? Di solito ci si trova una di quelle stupide frasi… Ne prende un altro: “2”. Sempre più sorpreso, ne spezza un terzo: “1”, poi un quarto: “game over”. D’istinto, alza lo sguardo e la riconosce, in fondo al locale: vestita da cinese, con un’ampia e lunga giacca di seta rosso sangue su larghi pantaloni scuri e i capelli nerissimi raccolti in una lunga treccia. Con un veloce movimento, la donna si gira di scatto e l’ultima cosa che lui vede è la punta del coltello che vola verso il suo petto.