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autoriforma il magazzino dei ricordi

Un sole che cammina

“Barbara, devi assolutamente venire a questo meeting! C’è Kanzaki! Un mito! Poi giuro che non ti romperò più per farti partecipare alle riunioni”.

Un paio di settimane prima Lucrezia, la figlia di una mia amica, mi aveva parlato di buddhismo: sua madre non c’era e mi aveva sentita giù di corda. Con la generosità e il coraggio dei 20 anni mi aveva parlato con entusiasmo di questa sua nuova esperienza e così mi ero trovata a recitare il mantra davanti alla tenda bianca sentendomi molto cretina, come tutti all’inizio.

Erano tempi “non sospetti”, il buddhismo non era ancora diventato di moda: correva l’anno 1986.

Alla riunione i partecipanti sono in agitazione, c’è grande aspettativa e finalmente “lui” arriva. Dopo averne sentito parlare con tanta ammirazione, quando vedo arrivare un uomo piccolo e magro, dall’apparenza dimessa, penso: “tutto qui? Questa mezza porzione di sensei dovrebbe essere il grande guru?” Ci sediamo come usava allora, seduti sui talloni in circolo (per fortuna non si usa più: loro ci sono abituati, ma per noi occidentali era una vera tortura).

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autoriforma riflessioni

Autunno

Frammenti e Pensieri sparsi

Sta arrivando l’autunno, dolce maestro della dura lezione dell’impermanenza, che ancora non ho appreso.
Stagione della memoria e della trasmutazione; questo sole sussurrato, non più leone, apre il cassetto dei ricordi migliori, anche se un po’ velati di malinconia.
E’ il tempo giusto per lasciar andare ciò che non serve più e preparare il futuro. 
La vita è ciclica, come le maree. 
Il disincanto è un medico impietoso che taglia i rami secchi, processo indispensabile ma doloroso. 
L’anima si arena quando il mare si ritira, ma tornerà; nel frattempo, raccolgo conchiglie, in attesa di riprendere il mare. 
Affido agli uccelli di passo i sogni appassiti, per portarli lontano, e attendo che tornino con speranze gemmate.
Bisogna aspettare che la marea risalga.

questa bellissima foto è stata scattata da
Susanna Bavaresco
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autoriforma

Ciuchina

miscellanea

Serie: i dialoghi tra la parte oscurata e quella illuminata

Dai, che litighiamo!

Dai…che litighiamo!

Ancora?…………. ma sei monotona!

Io, monotona? Sei sempre tu che m’incasini!
Che ci posso fare se hai la memoria corta? Eppure lo sai, che è tutta falso: una commedia!