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autoriforma buddhismo riflessioni

Quando la vita va in stallo

Ci sono momenti di bonaccia, nel percorso dell’autoriforma, comuni a chi pratica e a chi non pratica una filosofia o religione. Ci troviamo nel mare del mondo fenomenico e non si scorge neppure l’indizio di una terra emersa: una meta, un approdo; calma piatta, senza un refolo di vento. Ci sembra che questo stato potrebbe anche durare all’infinito e reagiamo con lo scoraggiamento, la resa, il panico o la disperazione, a volte la rabbia, a seconda del nostro carattere e delle circostanze di vita nelle quali ci ha colto la bonaccia. Sappiamo che vorremmo uscirne, ma non sappiamo come, oppure non tentiamo nemmeno di capirlo perchè pensiamo di non avere la forza di agire.

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autoriforma gli imperi della luna riflessioni

Distacco o Fuga?

Distaccarsi significa anche lasciar andare; a volte la mente ci inganna, travestendo da distacco il non dare peso e significato alle cose o il farlo con superficialità. A volte.

I monaci tibetani con infinita pazienza tracciano mandala usando sabbia e polveri colorate: lavoro paziente che richiede giorni. Dopo la preghiera e la meditazione, lo disfano e i disegni scompaiono, i colori si mischiano in una specie di arcobaleno; è un gesto simbolico che celebra l’importanza di apprendere la lezione del distacco e della caducità, della consistenza e realtà solo apparenti del mondo fenomenico.

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autoriforma gli imperi della luna riflessioni

L’Impermanenza

tout casse, tout passe, tout lasse et tout se remplace

Una tra le cose che mi riesce piu’ difficile da accettare è l’impermanenza di tutte le cose. Impermanenza: parente stretta del distacco, altro aspetto doloroso di questa nostra commedia umana: una lunga serie di addii. Da persone, luoghi, situazioni, amici a due o a quattro zampe. Cicli che si chiudono, cicli che iniziano. Non possiamo contare su niente di veramente saldo e immutevole, nemmeno noi stessi, soprattutto noi stessi.

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autoriforma gli imperi della luna

L’anno che verrà

Augurio Speciale e Sempreverde (non solo) per giovani leoni

Un anno intenso

vissuto fino in fondo

un anno di lotte

sfide

vittorie

gioia

dolore

ostacoli per crescere.

Un anno pieno di coraggio

per gettarsi nella mischia

e sfidarsi fino in fondo

per misurare il valore

e superare i limiti.

E allora

un anno di cieli infiniti:

sole, tempeste

e spazi per volare

sempre più in alto.

Savane splendide e crudeli

per correre e ruggire

e sentir seguire il silenzio.

Profondità insondabili

per toccare il fondo

e risalire.

Impenetrabili oscurità

per imparare

che più scura è la notte,

più vicina è l’alba

e che c’è sempre

luce

dentro di noi.

VIVI!

Cerca e conosci te stesso

cerca la lotta e la sfida

guardando in faccia la realtà

senza perdere i sogni,

con coraggio ma senza arroganza

conquistando il rispetto

di te stesso:

quello degli altri verrà di conseguenza.

Senza pastoie di false morali

libero di vivere

senza rimpianti

perché i rimorsi si affievoliscono

il rimpianto, mai.

Perché la vita è

e dev’essere vissuta

per ciò che è:

una meravigliosa avventura

alla ricerca del Graal.

Un anno così

splendido e bruciante

Un anno per sapere

chi sei, cosa vuoi e dove vai

per morire e rinascere

per trovare

ciò che ancora ti manca

per essere un Uomo.

Un anno da ricordare.

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autoriforma il magazzino dei ricordi

Un sole che cammina

“Barbara, devi assolutamente venire a questo meeting! C’è Kanzaki! Un mito! Poi giuro che non ti romperò più per farti partecipare alle riunioni”.

Un paio di settimane prima Lucrezia, la figlia di una mia amica, mi aveva parlato di buddhismo: sua madre non c’era e mi aveva sentita giù di corda. Con la generosità e il coraggio dei 20 anni mi aveva parlato con entusiasmo di questa sua nuova esperienza e così mi ero trovata a recitare il mantra davanti alla tenda bianca sentendomi molto cretina, come tutti all’inizio.

Erano tempi “non sospetti”, il buddhismo non era ancora diventato di moda: correva l’anno 1986.

Alla riunione i partecipanti sono in agitazione, c’è grande aspettativa e finalmente “lui” arriva. Dopo averne sentito parlare con tanta ammirazione, quando vedo arrivare un uomo piccolo e magro, dall’apparenza dimessa, penso: “tutto qui? Questa mezza porzione di sensei dovrebbe essere il grande guru?” Ci sediamo come usava allora, seduti sui talloni in circolo (per fortuna non si usa più: loro ci sono abituati, ma per noi occidentali era una vera tortura).

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autoriforma riflessioni

Autunno

Frammenti e Pensieri sparsi

Sta arrivando l’autunno, dolce maestro della dura lezione dell’impermanenza, che ancora non ho appreso.
Stagione della memoria e della trasmutazione; questo sole sussurrato, non più leone, apre il cassetto dei ricordi migliori, anche se un po’ velati di malinconia.
E’ il tempo giusto per lasciar andare ciò che non serve più e preparare il futuro. 
La vita è ciclica, come le maree. 
Il disincanto è un medico impietoso che taglia i rami secchi, processo indispensabile ma doloroso. 
L’anima si arena quando il mare si ritira, ma tornerà; nel frattempo, raccolgo conchiglie, in attesa di riprendere il mare. 
Affido agli uccelli di passo i sogni appassiti, per portarli lontano, e attendo che tornino con speranze gemmate.
Bisogna aspettare che la marea risalga.

questa bellissima foto è stata scattata da
Susanna Bavaresco
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autoriforma

Ciuchina

miscellanea

Serie: i dialoghi tra la parte oscurata e quella illuminata

Dai, che litighiamo!

Dai…che litighiamo!

Ancora?…………. ma sei monotona!

Io, monotona? Sei sempre tu che m’incasini!
Che ci posso fare se hai la memoria corta? Eppure lo sai, che è tutta falso: una commedia!