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Arte e Musica dietro il sipario il bel tenore

Un Quarto di Vita 2,

la vendetta

Questo post lo scrivo per Cyrana, che mi ha chiesto di raccontare la parte più divertente di questa avventura, visto che ho descritto in quello precedente la parte meno gradita.

Dopo il debutto a Busseto, che era parso ad entrambi il sigillo della sfida che si concretizzava per lui, era arrivata la scrittura dei Teatri Emiliani Riuniti.

Busseto…per un artista lirico, è un vero luogo di pellegrinaggio!

Ne ho già scritto in un altro post (https://www.panoranima.it/racconti/prima-della-prima/) e quando, di lì a pochi mesi, gli proposero di interpretare, proprio in un altro dei tempi della lirica, un ruolo in un’opera nuova ma di un compositore già noto, ci parve come un’ulteriore occasione fortunata da non perdere e naturalmente il mio giovin tenore si sentì quasi scaraventare verso le stelle.

Quindi…armi e bagagli, partimmo per la grande avventura: saremmo stati a Parma per i 40 giorni delle prove e poi per gli spettacoli nei Teatri Emiliani Riuniti. Eravamo giovanissimi e belli, ma soprattutto infarciti di grandi sogni…ed anche di tante illusioni !

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Arte e Musica dietro il sipario il bel tenore

“Un Quarto di Vita”

Dietro il sipario

Siamo all’ultima rappresentazione di questa nuova opera jazz di Giorgio Gaslini, così contestatrice e già tanto contestata!

E’ il 1969… nell’aria c’è un grande cambiamento e la contestazione va ben al di là di un’opera jazz.

La “Prima “ è andata in scena proprio a Parma, una delle città più “rosse” di quegli anni e già in quell’occasione, le autorità di polizia erano state messe sull’avviso che ci sarebbero potuti essere disordini.

La compagnia al completo aveva provato in quel teatro di tradizione per ben 40 giorni (cosa del tutto insolita per tutti…) e l’attesa dell’Opera inedita era arrivata alle stelle. Se ne parlava ovunque, e tutti noi, pur attendendo come al solito il momento in cui il sipario si sarebbe alzato, eravamo non poco preoccupati. Ma per il “cast,” i coristi ed il gruppo di artisti di strada (così si facevano chiamare) questo era solo lavoro. O per lo meno, quasi per tutti.

Per l’occasione alcuni amici sarebbero stati presenti alla “Prima” e mi ero preoccupata personalmente di assegnare loro le poltrone più vicine ad un’uscita laterale: non si poteva sapere quale accoglienza il pubblico ci avrebbe riservato!

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Arte e Musica il magazzino dei ricordi

Dipingeva la Luce: Martino Pinese

(seconda parte)

Da anni lo conosciamo, il “Pittore della Luce” come lo abbiamo soprannominato appena vedute le sue prime tele, lassù, alle pareti del piccolo caffè per i turisti, appena fuori del convento di clausura.

Pinese dipingeva senza colori, ma solo bianco su bianco, in una tecnica allora solo sua eppure, anche se può apparire impossibile, dalle sue tele immerse totalmente nella gamma del bianco uscivano immagini come di sola luce! Immagini realistiche, eppure concrete come ci appaiono, in certi sogni che non sempre al risveglio sappiamo ricordare….se non come “sensazioni” oniriche.

dalla sua monografia, Gemelli Editore
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Arte e Musica il bel tenore il magazzino dei ricordi

Dipingeva la luce: Martino Pinese

Uno squarcio sul Paradiso

  • finalmente! finalmente! ben arrivati!…! Cominciavo a temere che quest’anno non sareste venuti! Ma adesso…venite con me, ho una cosa da mostrarvi…una cosa bellissima –

Siamo a Camaldoli. questo luogo tanto amato e dove, da tanti anni veniamo per trascorrervi la Pasqua. Ma ora seguiamo, portati quasi di corsa, da un inedito Padre Martino, che ci sta accogliendo sbracciandosi un poco, con la tonaca al vento.

Venite…venite…che vi mostro cosa abbiamo trovato….venite…-