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Quando la vita va in stallo

Ci sono momenti di bonaccia, nel percorso dell’autoriforma, comuni a chi pratica e a chi non pratica una filosofia o religione. Ci troviamo nel mare del mondo fenomenico e non si scorge neppure l’indizio di una terra emersa: una meta, un approdo; calma piatta, senza un refolo di vento. Ci sembra che questo stato potrebbe anche durare all’infinito e reagiamo con lo scoraggiamento, la resa, il panico o la disperazione, a volte la rabbia, a seconda del nostro carattere e delle circostanze di vita nelle quali ci ha colto la bonaccia. Sappiamo che vorremmo uscirne, ma non sappiamo come, oppure non tentiamo nemmeno di capirlo perchè pensiamo di non avere la forza di agire.


Se tutto questo non è l’effetto di una causa patologica, ad esempio la depressione, forse ci troviamo nel bel mezzo di una crisi esistenziale, la malattia dello spirito, e non esistono rimedi esterni che possano sanarlo, solo noi possiamo farlo.
Non riusciamo a realizzare i nostri scopi, o farlo ci costa il triplo di fatica: cos’è successo?
Ad un certo punto del Cammino, deve cambiare la “qualità” degli scopi.


Il lavoro, la famiglia, l’amore, persino i figli, sono solo strumenti, scatole vuote: dipende da noi riempirle, sono solo contenitori che noi dobbiamo riempire di valore. Se non comprendiamo questo, facciamo fatica a realizzare scopi concreti, non perchè gli scopi che abbiamo messo non siano giusti, ma perchè è il momento di collocarli al giusto posto nella nostra vita.
Dobbiamo creare valore per offrirlo a questi scopi: non creare valore “nel” lavoro, nella famiglia o nella coppia, ma crearlo dentro di noi e “offrirlo” al lavoro, alla famiglia e a tutto il resto.


Quando le realizzazioni concrete non ci danno più gioia o non ci interessano e non ci coinvolgono più di tanto, quando sentiamo un vuoto nella nostra vita e le mete ambite fino a ieri non ci soddisfano più e hanno cessato di essere una potente “molla”, è giunto il momento di mettere scopi più alti, al di sopra di ciò che dobbiamo riconoscere per ciò che è: il velo di Maya, mondo di illusione o fenomenico, quindi transitorio; dobbiamo capire qual’è la nostra missione in questa vita, chiederci cosa ci piacerebbe fare “veramente”.

La prima missione è quella di essere felici: altruismo ed egoismo sono due estremi che si toccano, due facce della stessa medaglia: se siamo felici, possiamo offrire agli altri la nostra espressione gioiosa, il nostro alto stato vitale, la nostra allegria.
Quindi per prima cosa dobbiamo diventare felici.
Tutto ciò che non è “offerta” non è buddhismo.
Questa è la lettura della situazione di stallo, e la guida per superarla, secondo la saggezza buddhista.
Questa guida mi è capitata tra le mani al momento giusto e la condivido con chi forse ne ha bisogno, come me adesso.
Il Buddhismo non è l’unica via per l’autorealizzazione, l’importante è cercare la propria strada e imboccarla, iniziare il percorso dell’autoriforma perchè siamo anime in transito ed ogni grande cammino inizia da un singolo passo.

Cyranaforever
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Di Cyranaforever

"...io procedo e sono, in piena lucentezza, piuma di indipendenza, pennacchio di franchezza" (E.Rostand)
Cercavo la Via, ora sono in cammino.
Libertà di pensiero è il fil rouge di questa avventura umana, ma sicuramente lo sarà anche per le prossime.

4 risposte su “Quando la vita va in stallo”

Innanzituto…GRAZIE! Grazie di aver il coraggio di pubblicare questa bellissima ed essenziale “guida”! Appena sveglia – come al mio solito – sono venuta qui, sul nostro spazio: il tuo ed il mio, inanzitutto! Ancora una volta hai colto nel segno, Barbara…che incidentalmente sei anche…figlia mia! Queste parole ispirate e concrete, sopratutto Concrete, non servono solo a chi pratichi o conosca il pensiero del Buddha! Qui si parla di Vita…la stessa di ogniuno di noi e che serve appunto…ad ogniuno di noi, per affrontare la vita! Ed infatti mi hai rammentato – almeno io ne avevo bisogno – che anche quando non ci sembra di avere alcuno scopo nell’affrontare i giorni che ci restano, sbagbliamo. Mi sono riconosciuta nell’errore quotidiano che commetto: ho scordato di coltivare la FIDUCIA! Ed ho scordato di sorridere…e con questo ho scordato sopratutto che ogni ora di vita che ci è concessa, spesso solo soppportata, è immensamente importante ma non solo per noi, ma sopratutto per il resto dell’umanità e l’Umanità significa Universo e questa parola significa…l’Unità della Vita intesa nel suo significato più ampio! Ho scordato che nessuno di noi è solo! ho scordato che anche il più piccolo essere vivente fà parte del Tutto! Il disegno? che importa? Ciò che importa è farne parte attiva.
mamma

grazie a te per il bellissimo commento! Da solo, vale la pena di averlo pubblicato: mi conferma che ho fatto la scelta giusta: mi ero chiesta se fosse il caso di farlo e questo tuo commento è la risposta

Bellissima la tua riflessione , e a completamento il commento di Serena. Amiche mie ( anche la tua mamma la sento come Amica), quanta verità, siamo parte di un disegno magnifico che è la vita. Anche io spesso dimentico l’immensità di questo concetto, dovremmo ricordarlo sempre ed essere grati di far parte di questo Universo.
Grazie Barbara, come sempre mi aiuti a riflettere e a guardarmi dentro

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