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angeli in pelliccia: fabbrichette di sorrisi

Asia: la piccola, grande guerriera

Ti ho veduta, quella mattina di 3 anni e mezzo fa, comparire sul mio computer!

Nella fotografia vedo che nevica, a “larghe falde” come si usa narrare e tu, piccola, magra, tutta raggomitolata su quella seggiola di ferro…che aspetti…davanti a quella porta , chiusa ormai e che non si riaprirà mai più per te!

Una breve didascalia sotto la foto, con la tua triste storia d’abbandono. La tua vecchia “umana” è morta ed il figlio, chiusa quella porta dalla quale è appena uscito il feretro di sua madre, ha chiuso fuori te – piccola amica di giorni forse felici – gettata fuori, sulla strada!

Dall’ultima volta che ho sofferto così tanto quando il mio Pallino se n’è andato, avevo giurato a me stessa di non volere mai più un micio con me. Gli amici pelosi che adottiamo muoiono prima di noi…ed io, quel dolore lancinante del distacco, l’avevo già provato troppe volte ed avevo detto a me stessa:” adesso basta”!

Del resto…ormai la mia tarda età rappresentava nel prossimo futuro il grande fattore di rischio come quello subito da Asia, rimasta completamente sola ed incapace di sopravvivere, abituata da tutta la sua vita ad avere l’amore, la sicurezza ed il calore di una persona umana che l’accoglieva nella sua casa e che – forse – proprio lei aveva portato nella sua vecchiaia un po’ di gioia.

Ma quella foto scattata così, sotto la neve, mi ha rimescolato l’animo ed ho afferrato il telefono per dire a mia figlia:” attivati…quella creaturina verrà a vivere con me, nella mia casa”!

C’era anche scritto che la piccola aveva già 15 anni…e – mi sono detta – invecchieremo assieme! Ma il Destino aveva già deciso per entrambe…a nostra insaputa e poche ora fa, te ne sei andata…lasciandomi di nuovo sola…e con il dubbio di non aver saputo decidere il meglio per te .

Tutto iniziò subito dopo Natale, proprio quando stavo cercando affannosamente quelle lacrime che non volevano sgorgare e che invece mi urgevano alla gola: Dario era appena mancato, il mio tanto amato “Darioschy” come lo chiamavo a volte…Un piccolo scherzo fra mio genero e me, quando lui, un figlio per me, che amavo al di là del fatto di quanto l’amasse mia figlia! Un amore diverso il nostro, com’è nell’ordine delle cose ma che per tanti anni mi aveva dato tanta gioia e sì, tanta sicurezza. Temevo ormai gli strali che la vita aveva in serbo per me ma…c’era Dario!

Da mesi ormai ho dovuto aggiungere al dolore di quella perdita grande anche la consapevolezza che presto…troppo presto ne avrei dovuto sopportare un altro.

E tu – giorno dopo giorno – te ne stavi andando…ed io potevo solo assistere al tuo declino ed aspettare! Attendere la certezza di dovere ancora una volta soffrire!

Intanto – là fuori – il mondo rabbrividiva per la terribile pandemia che si scatenava! Barbara sapeva ancora sperare…la sua gioventù glie lo permetteva ma non io, che “sapevo”, perché non avevo più illusioni.

Sono stati mesi di trepidazione a volte, quando proprio sembrava che la fine fosse ormai vicina …poi…la tua tempra di vera “guerriera” tornava a farmi sperare. Quante volte in questi mesi, costrette, mia figlia ed io, a doverci accontentare di vederci solo ogni sera attraverso Skype per non correre rischi d’infettarci, necessarie una all’altra ,abbiamo trepidato con vero rispetto ed ammirazione per quel tuo coraggio di voler VIVERE…

E non t’arrendevi mai! Ma alla fine…anche tu hai dovuto sottostare alla resa!

Che lezione severa abbiamo dovuto apprendere da te, piccolina, vergognandoci di tutte le volte che non sapevamo affrontare questo momento di dolore che ci pareva troppo severo!

Quante volte entrambe- Barbara ed io – abbiamo maledetto – si, proprio maledetto – il nostro destino, per il troppo soffrire! Ma tu…povera micetta con gli acciacchi dell’età ed indifesa, tu invece lottavi…lottavi attaccandoti alla vita che pure t’abbandonava, irridendo al tuo coraggio….Ma tu la sfidavi, quella Vita…insegnandoci ogni giorno che ogni ora, ogni minuto la Vita va apprezzata.

Unica consolazione amara…il giuramento che feci prima a me e poi a te – mia piccola combattente coraggiosa – di lasciare a te, a te sola – il decidere quando sarebbe arrivato il momento! Ed un giuramento come questo è sacro, ed ho saputo mantenerlo.

Te ne sei andata, solo quando tu stessa l’hai deciso…anche se ogni giorno, ogni ora…soffrivo per non saper più pregare per chiedere….che ti lasciassi andare…ma presto…presto!

Tante volte ho ascoltato dal mio babbo, pur stremato, con il cuore sanguinante e sfinito, quella frase, che spesso non riuscivo a condividere. Diceva.” La Vita va vissuta, fino in fondo, in ogni momento che ci sia concesso”!

Non sono mai stata capace di condividerla, questa convinzione, ma tu – piccola creatura- anche senza le parole del mio babbo, hai saputo ricordarmela questa frase: lottando come una piccola tigre, fino a poche ore fa.

Saprò imparare, almeno da te, quanto non ho mai imparato dal mio babbo?

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12 risposte su “Asia: la piccola, grande guerriera”

Mi spiace veramente tanto ma sono anche convinta che sia uno dei pochi dolori che è giusto provare perché vuol dire che si ha avuto il privilegio di poter amare un animale ma, soprattutto, di ricevere il loro incondizionato amore 💔

grazie anche a te – Manuela – ma ora quella FORZA ad entrambi e’ venuta meno. Oso solo sperare che almeno per Lei, la mia piccola” guerriera”, che mi ha insegnato tanto, ora sia solo gioia e pace.

Cara signora Guolo, la sua tristezza è pari all amore che è riuscita a dare a questa piccola creatura…. Ha vissuto con lei, la saggezza… La cultura.. Le gioie e i dolori.. VISSUTI CON LEI… NN LO DIMENTICHI…. ORA È NEL SUO OLIMPO E SORRIDE E RINGRAZIA LEI E BARBARA X IL DONO PIÙ GRANDE CHE CI SIA… L AMORE!!! CON TANTO AFFETTO….

Grazie…ora è l’unica parola che alberga nella mia Anima! Grazie, cara signora Barbara, anche se altre parole vengono a mancarmi! E forse questa è la prima volta nella mia vita, che davanti a questa tastiera il mio cuore tace e la mia “Amica penna” , come chiamai un tempo una mia trasmissione radiofonica, mandata in onda per far conoscere la meraviglia della poesia per i più piccoli – pare avermi abbandonata.

Oh! io pure avevo deciso di non voler mai più prendere con me nessun piccolo amico: troppe volte e troppo avevo già sofferto, ma…il Fato, forse chiamiamolo il “nostro Karma”,( il suo ed il mio) mi mostrarono Asia – in quel giorno gelido, mentre dal cielo la neve cadeva su quella bestiolina indifesa, scacciata senza alcuna pietà. Ed il mio cuore che urlava di resistere alla “pìetas”… ma io non potei resistere alla voce , più forte e disperata, della mia Umanità.

Questa gatta era un personaggio e sento il bisogno di scriverci un post. Qui voglio però scrivere che sei stata meravigliosa: l’hai accolta e le hai dato amore, rispetto, protezione, e anche assistenza h24 nelle ultime settimane, che ti è costata tanta fatica fisica e psicologica. Asia era una gatta che non dava confidenza, non si lasciava quasi toccare, probabilmente il rapporto con la sua prima umana era superficiale, Asia viveva soprattutto fuori casa, in giardino, rientrava per mangiare e dormire senza stringere particolari legami con la sua umana: niente a che vedere con il rapporto che siamo abituate ad avere noi con i nostri amici pelosi. Nonostante questo, le hai dato tutto il tuo amore e le tue cure, rinunciando persino a vedere tua figlia per non lasciarla sola nelle ultime settimane. Perché l’amore degno di questo nome dà e non chiede niente in cambio.

Grazie, sopratutto a te, Barbara mia. per aver saputo dire della piccola guerriera, ciò che- almeno per ora – io non avrei saputo scrivere. Grazie per aver compreso così bene che se non volevo lasciarla sola negli ultimi giorni, in quelle ultime ore terribili della sua lotta ad oltranza, questo non ha mai inficiato l’infinito Amore che prima ancora che venissi alla luce, è nato dentro e fuori di me. Di moltissime cose accadute alla mia vita, vorrei non aver alcun ricordo ma…non potrò cancellare mai, e non vorrò falro mai, di quei primi momenti del tuo venire al mondo, appena sgusciata dal mio corpo. Da subito i tuoi grandi occhi di cielo si fissarono nei miei e mi rubasti il cuore, per non lasciarlo mai! Non piangevi…come fanno tutti i neonati appena costretti ad entrare nella Vita…no! Tu mi guardavi…davvero come se mi riconoscessi e mi accettassi. Chissà..se sono mai stata degna di un tale privilegio!

Passato questo tristissimo momento il desiderio di parlare ancora di lei, sarà talmente impellente che i suoi pensieri scorreranno liberi e intensi….. Così la farà rivivere con lei… Un abbraccio

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