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angeli in pelliccia: fabbrichette di sorrisi

Asia, detta anche Spiletti

(nonché “la mia coinquilina” )

Mai conosciuta una gatta così! Un carattere fortissimo. Mamma l’ha definita guerriera e certamente lo era, ma non solo questo: era un personaggio, che spesso stupiva, una personcina che si è meritata il nostro rispetto, la nostra simpatia e il nostro amore pur non facendo assolutamente niente per ispirarli: semplicemente lei era così, prendere o lasciare.

Niente smancerie, tre carezzine le accettava ma poi…svelti a ritirare la mano prima che mordesse. Per lungo tempo abbiamo pensato che non sapesse miagolare, ma per esprimersi si esprimeva eccome! Strillava: un suono rauco e piuttosto sgradevole, come quando reclamava altra pappa, magari all’orecchio della mamma che ancora riposava, ma poi però in un paio di occasioni abbiamo scoperto che invece sapeva anche miagolare come tutti i gatti, ma poiché lei non era come gli altri gatti, in genere emetteva suoni che nelle nostre due vite già lunghette non abbiamo mai sentito.

Volendo rubare a due grandi della letteratura, stava tra il goldoniano Sior Todaro Brontolon e Spiletti di Mondo Piccolo del grande Guareschi di Don Camillo e Peppone: il vecchio dottore del paese che non moriva mai: quando in comune già preparavano solenni esequie con tanto di busto marmoreo alla memoria, lui…NIENTE! Di morire non ne aveva proprio voglia e si riprendeva, alla faccia di chi lo dava per defunto anzitempo (oggi avrebbe mostrato il dito medio ma ai tempi non usava).

Nell’ultimo anno, per 4 o 5 volte smise quasi di mangiare: giusto il minimo sindacale per non morire, non c’erano patologie in atto e si sa che i gatti quando arriva il loro momento smettono di mangiare. La mamma era terrorizzata all’idea di dover ricorrere all’eutanasia e io chiedevo ai compagni di fede di pregare con me perché non fosse necessario, ma la gatta d’improvviso riprendeva a mangiare, e quando la mamma le offrì i Capricci, una “finesse” per noi umani, polpettine di vitello e suino, mangiò come un lupetto: ne andava matta. Durante il lockdown fu un problema procurarseli e per fortuna la zia Anna, nostra cugina, ci diede una mano: io chiamai i negozi esselunga e ne feci metter via parecchi e Anna andrò a prenderli (e benedetto sia chi inventò il congelatore). Così si meritò il soprannome di Spiletti.

Era una femmina dominante, indipendente, che se non arrivò proprio a conquistarsi il ruolo di capobranco, non accettò mai un ruolo subalterno. Fiera: ecco l’aggettivo che la definisce bene. Guardava sempre la mamma negli occhi con uno sguardo umano e spesso era uno sguardo di sfida. A volte si metteva davanti alla porta della cucina per chiedere la pappa e quando mamma gliela dava si avvicinava, annusava e la guardava negli occhi: le mancava solo la parola (…”ti vuoi togliere o no dalle palle che devo mangiare?”). Reclamava la privacy anche in bagno, dov’era la sua cassettina coperta: se c’era la mamma, entrava nella cassetta e tirava fuori il crapino guardandola come a dire: te ne vai? E se mamma in quel momento non poteva, Asia usciva dalla cassettina con un fumetto sulla testa: “e va bene, torno dopo”.

Dormiva sulla poltroncina nella stanza con la mamma, ma aspettava che lei fosse sotto le coperte e solo un paio di volte salì sul letto, alla chetichella, scappando appena mamma se ne accorse.

Se non si sparecchiava subito, Asia saliva sul tavolo a rubare gli avanzi. Mamma provò a darle un po’ di quello che aveva scoperto che le piaceva, ma no! Se non era rubato non era buono.

La ciotola dell’acqua sul balcone tra le piante era la sua preferita, ma doveva stare lì in quel punto preciso, guai a spostarla. C’erano ciotole con acqua fresca ovunque, ma lei chiedeva di uscire anche d’inverno per bere lì, nella sua preferita, e come si irritava quando faceva troppo freddo o pioveva e la mamma non apriva: brontolava proprio!

Negli ultimi tempi faceva fatica a camminare e la mamma, intuendo dove volesse andare, l’aiutava ma lei brontolava (non era un miagolio, era proprio un brontolio) e se ne andava…poi magari dopo qualche minuto la trovavi proprio là dove l’aveva messa la mamma, ma lei doveva andarci da sola.

Era anche una gattina molto intelligente: quando non ce la fece più a entrare nella cassettina e mettemmo traversine ovunque, capì subito. Accettò a fatica qualche aiuto proprio solo negli ultimi giorni.

La cosa che più mi ha colpito di questa esperienza che ho vissuto di riflesso è il totale rispetto e il rapporto paritetico tra la mamma e Asia: noi certamente rispettiamo i nostri amici pelosi, ma ci rapportiamo a loro come con dei bambini, la mamma invece trattava Asia da adulta e sicuramente è stato il modo corretto di rapportarsi a lei e ancora sorrido a come spesso si riferiva alla sua gatta: “la mia coinquilina”.

Ma non solo questo: la mamma è stata meravigliosa perché nonostante il fatto che la gatta fosse davvero selvatica e rifiutasse di creare un legame affettivo, le ha dato tutto il suo amore e negli ultimi tempi anche le sue cure con una totale dedizione, rinunciando persino a venire a trovarmi per non lasciarla sola, perché l’Amore degno di questo nome dà senza chiedere nulla in cambio.

Anche se è stata con la mamma meno di quattro anni, lascia un grande vuoto e una grande sofferenza e poi i gatti sono magici, esseri speciali e non stupisce che presso gli antichi rappresentassero una divinità, che noi abbiamo il privilegio di servire a adorare: è noto a tutti che i cani hanno dei padroni e i gatti degli schiavi…

Cyranaforever
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Di Cyranaforever

"...io procedo e sono, in piena lucentezza, piuma di indipendenza, pennacchio di franchezza" (E.Rostand)
Cercavo la Via, ora sono in cammino.
Libertà di pensiero è il fil rouge di questa avventura umana, ma sicuramente lo sarà anche per le prossime.

8 risposte su “Asia, detta anche Spiletti”

…se qualcuno non lo immaginasse…stò versando lacrime silenziose ed irrefrenabili! Asia: non è Fede la mia, di immaginarti in un vostro Paradiso Felino – che la Fede ormai per me è solo una parola – E’ stato un privilegio conoscerti ed averti per un poco qui con me: anche se questo privilegio ora è solo “dolore e Rispetto”.

Era bellissima , dolcissima e secondo me , si era attaccata tantissimo a Serena a modo suo.
I ‘ aver deciso di resistere tanto è stato per non darle subito un altro dolore.. dopo l’immenso vuoto che gli ha lasciato Dario …

Cara Barbara, io non sono particolarmente amante dei gatti ma penso che Asia/Spiletti fosse un esserino particolare e capisco che abbia lasciato un gran vuoto. Un abbraccio anche alla mamma

grazie barbara! Hai saputo trovare quelle parole che – almeno per ora – io non posso…o non so…trovare. Ora la sola cosa che riesco a provare è DOLORE! e non è che l’ultima – questa parola – che riesco a trovare dentro di me, dove da tempo mi sembrava di non aver più posto…nemmeno per pronunciarla, questa parola! Grazie, anche per essere qui con me ad aiutarmi a soffrire…proprio come da tempo ormai hai dovuto imparare a fare nella tua vita. Voglio solo convincermi che la mia “piccola guerriera” dovunque sia ora…abbia terminato la sua battaglia e per sempre.

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