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amore immortale il bel tenore memorie

Buon Natale al mio Sposo

Non so, oggi…perché!….

Non so perché oggi, e non ieri. Non perché ora e non in altre ore: perché oggi ripenso a te, amore mio che non sei più!

Eppure, quante lacrime ho versato; quanti sospiri e quanti rimpianti ho seminato in una vita lunga: ormai, troppo lunga.

Non so oggi, perché! Forse la risposta l’ho trovata proprio pochi minuti fa sul piccolo schermo del televisore e mi sono emozionata, ascoltando una bella voce e vedendo esprimere dall’artista copia delle emozioni che anche tu, lontano amore mio, sapevi esprimere così bene.

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Il Baldo il magazzino dei ricordi noi due

Ancora non ci credo

oggi è un anno che hai lasciato il pianeta

quando l’ho conosciuto
la foto che tenevo sul comodino da fidanzati
durante una vancanza-studio a Madrid
con gli amici di sempre
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il tempo che fu Magie memorie

L’avventura sul Monte Battaglia

Come iniziare un raccontino parlando di mille anni fa? Beh! non proprio mille…ma è come se ne fossero trascorsi più di cento, almeno per me! Sapete di che parlo, non è vero? Di uno di quei progetti che – come tanti di poi – non si sono avverati del tutto… eppure…eppure continuano ad avere un posto in prima fila, laggiù, nello scrigno dei tuoi ricordi.

C’era una volta, proprio sul greto del fiume Santerno ad Imola, una grande polla d’acqua sorgiva. Bella a vedersi ma…meno a sorbirla – con religiosa e coraggiosa fierezza – perché…”faceva bene”! Ma è acqua solforosa, ed a dirla tutta, “puzza”! Puzza davvero come di uova marce!

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il magazzino dei ricordi Magie noi due

I miei presepi

evoluzione di una presepista in erba

Ho iniziato a fare il presepe quando la mamma ha disfatto la casa dei nonni: allora le chiesi le statue sopravvissute ai vari traslochi; i personaggi principali, più grandi, sono alti 20 cm. La mia intenzione era quella di proseguire la tradizione dei un vero presepista (lui si che poteva fregiarsi di tale titolo…) in memoria e in onore del nonno, al quale devo tanto: il meglio di me.

I suoi presepi fantasmagorici sono impressi nella mia memoria e così ho deciso di continuare a far vivere le statue che avevano accompagnato la vita della nostra famiglia, insieme a quelle dei miei suoceri, più piccole, che da anni giacevano inutilizzate: da allora, due infanzie felici sono unite nel diorama natalizio.

2005, quando volli farlo grande perché ero rediviva: l’anno prima non avevo potuto farlo perché ero gravemente ammalata e finii in ospedale, in terapia intensiva: disperavano di salvarmi, ma io avevo ancora da fare e li sorpresi.: tornai a casa il primo giorno di primavera e a dicembre decisi che per compensare l’anno precedente, l’avrei fatto…doppio.
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il magazzino dei ricordi

Il mio primo presepe

…ed altri che sono impressi nella mia memoria e nel mio cuore

Ancora una volta è Natale!

Già! Ancora una volta è Natale! Ne sono passati tanti e me li ricordo tutti, o quasi. Ma quello che mi rammento più di altri, è il primo della mia vita.

Avevo forse due o tre anni e mi rivedo, piccina piccina mentre, ancora assonnata, zampetto verso la saletta da pranzo perché mi hanno svegliata:

“Vieni Serena, che è arrivato Gesù Bambino!”

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noi due tassonomia sentimentale

Il Sigillo

Primo anniversario senza te

Lo temevo. Stanotte il cuore era una farfalla impazzita che fremeva nel mio petto e voleva uscire da quella gabbia per raggiungerti: 110 battiti non sono bastati per riuscire a fuggire, magari uno dei prossimi anni farà meglio e uscirò da questa commedia danzando al ritmo del mio cuore folle dal dolore, anelando di ricongiungersi al tuo.

Avrei voluto scrivere un post sorridente ricordando il nostro viaggio di nozze e il primo anniversario, ma non ci riesco… avrei voluto scrivere del mio dolore ma non posso ridurre in parole quello che sento: sarebbe come tentare di far entrare il mare in una buca.

Forse quando si placherà la tempesta, se mai si placherà, del distacco. Metà di me mi è stata strappata a forza e non so quando, e se, smetterà di sanguinare.

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ricordi di guerra Un Uomo

Inconsapevoli eroi

Nell’inferno di ghiaccio

Neve…neve e solo neve. Dovunque si guardi. E freddo, freddo gelido che ormai è entrato nella carne, nelle ossa, e la pelle non rabbrividisce nemmeno più.

Giorni, che vagano un piede avanti all’altro, affondando ad ogni passo sempre più stentato… la divisa estiva che s’incartapecorisce addosso…Digiuni e non sanno nemmeno più da quanto.

Solo ogni tanto, una manciata di quella neve che da giorni scende da un cielo uniforme, plumbeo, eppure senza colore, portata alle labbra screpolate.