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gli imperi della luna il mestiere di vivere

Padri e madri superstar

Lezioni sul mestiere di vivere – Saggezza in pillole


Due grandi a confronto: uno famoso e una no,
ma non per questo meno grande

Quello famoso:
Ancora qui, Laerte? a bordo, a bordo, vergogna! Il vento siede sulla spalla della vostra vela e per voi s’attende. Ecco la mia benedizione a te! E vedi d’imprimere questi pochi precetti nella tua memoria. Non dar voce ai tuoi pensieri, né la tua azione ad alcun pensiero smisurato. Sii tu familiare, ma per nessun conto volgare; quegli amici che tu hai, e di cui hai provato l’adozione, agganciali alla tua anima con uncini d’acciaio, ma non t’intorpidire la palma intrattenendo ogni implume camerata col guscio in capo.

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ricordi di guerra

La Valigia di Cartone

La donna trascina sul marciapiede sconnesso una grande valigia di cartone malconcia e pesantissima. Cammina adagio e con grande fatica, il corpo irrigidito nello sforzo.

Ai lati della strada, solo grandi palazzi semi distrutti. La bambina che le cammina accanto guarda verso le occhiaie vuote delle finestre oltre le quali s’intravede il nulla della distruzione. Alcuni palazzi sono del tutto crollati su se stessi e non ne restano che cumuli di macerie dove – a volte – in una sola parete rimasta in piedi si può riconoscere l’interno di ciò che era stato una cucina, oppure una camera da letto. In quelle pareti ancora arredate – là dove il crollo le aveva risparmiate- si può immaginare la vita che ora non è più.

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ricordi di guerra

Il coraggio di Tisìn

La strada si snoda fra i campi assolati mentre, sulla mia biciclettina azzurra – probabilmente ridipinta a mano per renderla meno malandata – ci avviamo, la mia nonna Piccina ed io, alla grande casa rossa di mattoni a vista, la stessa che ci aveva ospitati assieme a tante altre famiglie mentre il fronte avanzava.

Pochi passi dietro di me – che pedalo adagio divertendomi a passare sui solchi profondi lasciati sulla strada dai carri armati tedeschi – il passo svelto della nonna Teresa, che tutti chiamano “Tisìn”.

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gli imperi della luna pistolate

Conto alla rovescia

La piccola cinese sottile come un giunco, con il consueto sorriso di celluloide stampato sulla faccia, posa il vassoio con l’immancabile grappa cinese alla rosa e i biscottini della fortuna. Lui guarda il viso della sua compagna, illuminato dal riflesso rosso della piccola lanterna sul tavolo: è bellissima e dai suoi occhi neri che lo fissano dietro le lunghe ciglia dardeggia uno sguardo pieno di promesse.

Sorridendo, lei gli porge un biscottino. Lui lo sbriciola e scopre con sorpresa che sul biglietto è stampato solo un numero: “3”. Ma che significa? Di solito ci si trova una di quelle stupide frasi… Ne prende un altro: “2”. Sempre più sorpreso, ne spezza un terzo: “1”, poi un quarto: “game over”. D’istinto, alza lo sguardo e la riconosce, in fondo al locale: vestita da cinese, con un’ampia e lunga giacca di seta rosso sangue su larghi pantaloni scuri e i capelli nerissimi raccolti in una lunga treccia. Con un veloce movimento, la donna si gira di scatto e l’ultima cosa che lui vede è la punta del coltello che vola verso il suo petto.

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fiabe

L’elfo che piange

Stasera ti voglio raccontare una storia…che ti divertirà assai assai!

Amore mio sfuggente. Ne sono certa! Tu adori le storie di Elfi, Fate e Gmoni….non e’ vero? ….Lo so..lo so, che in fondo non ci credi ma….”ci sono piu’ cose in terra e il cielo……”!
Ti parlerò del Piccolo Elfo del Bosco Incantato. La poverina…se n’è dovuta andare! Si…proprio!
Andare! Era da ieri, che se ne stava chiusa dentro la corolla del suo fiore a piangere (è cagonevole di cuore…) e tutti gli altri Elfi, le Fate,
gli Gnomi…lì, sotto al suo fiore, a dirle:
“Piccolo Elfo…scendi..devi lavorare….ci sono tanti sogni da consegnare….

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autoriforma riflessioni

Autunno

Frammenti e Pensieri sparsi

Sta arrivando l’autunno, dolce maestro della dura lezione dell’impermanenza, che ancora non ho appreso.
Stagione della memoria e della trasmutazione; questo sole sussurrato, non più leone, apre il cassetto dei ricordi migliori, anche se un po’ velati di malinconia.
E’ il tempo giusto per lasciar andare ciò che non serve più e preparare il futuro. 
La vita è ciclica, come le maree. 
Il disincanto è un medico impietoso che taglia i rami secchi, processo indispensabile ma doloroso. 
L’anima si arena quando il mare si ritira, ma tornerà; nel frattempo, raccolgo conchiglie, in attesa di riprendere il mare. 
Affido agli uccelli di passo i sogni appassiti, per portarli lontano, e attendo che tornino con speranze gemmate.
Bisogna aspettare che la marea risalga.

questa bellissima foto è stata scattata da
Susanna Bavaresco
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Arte e Musica il magazzino dei ricordi

Dipingeva la Luce: Martino Pinese

(seconda parte)

Da anni lo conosciamo, il “Pittore della Luce” come lo abbiamo soprannominato appena vedute le sue prime tele, lassù, alle pareti del piccolo caffè per i turisti, appena fuori del convento di clausura.

Pinese dipingeva senza colori, ma solo bianco su bianco, in una tecnica allora solo sua eppure, anche se può apparire impossibile, dalle sue tele immerse totalmente nella gamma del bianco uscivano immagini come di sola luce! Immagini realistiche, eppure concrete come ci appaiono, in certi sogni che non sempre al risveglio sappiamo ricordare….se non come “sensazioni” oniriche.

dalla sua monografia, Gemelli Editore