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dietro il sipario il bel tenore

“Giallo del tenore all’Opera”

Com’è strano: quando gli eventi…non sono che ricordi!

Com’è strano: quando i ricordi si fanno malinconie!

Com’è strano: quando la tua vita non ti sembra più la tua! E la racconti, come fosse una favola!

Il telefono squilla, e già sono irritata: sto lavorando e non ho tempo…per nessuno!

“Serena! Ci sono guai! Prendi il primo aereo e vieni qui”

La solita voce angosciata! Che altro e’ successo? Il mio “bel tenore” si trova a Napoli: sta provando per una recita della Manon! Deve andare in scena fra 3 giorni e la mia partenza era già programmata solo per dopodomani sera! Il lavoro mi ha costretta a lasciarlo andare da solo ed è la prima volta, a parte quella volta a Berlino.

“Ma che succede? Dimmi!”

“No,non ora ma…tu prendi il primo aereo: qui mi vogliono….”fregare!”

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poesia

Perché qualcuno non guarda la fine del film

Per quelli che aspettano solo il sabato

Per quelli che parlano, parlano, parlano

Per quelli che parlano da un podio mentendo

Per quelli che parlano al popolo credendo

Per quelli che sprecano la vita illudendosi

Per quelli che sperano senza stancarsi

Per quelli che non sperano più e sono stanchi

Per quelli che sono sempre sicuri

per quelli che non lo sono mai

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era mio padre ricordi preziosi

Tanti auguri…babbo!

Ti ricordi, babbo – per me purtroppo è solo un vago sentire – quando per la prima volta mi venisti a svegliare, la mattina di Natale? Cos’avevo..forse 3 anni? Mi ricordo pochissimo di te, in di quel periodo nel quale tu dovesti abbandonare la giovane sposa e la figliolina, per rischiare sul fronte ad ogni ora.. la vita! Ma quel vago ricordo, di me piccina, mentre spalanco gli occhi fra le tue braccia, davanti al piccolo presepe….lo conservo ancora!

Fra una” chiamata” e l’altra, forse trascorrevi con la mamma e me quel lontano giorno. Non ricordo bene il tuo viso, ma solo il calore della tua presenza accanto a noi. Fino ai sei anni…ti ho conosciuto solo attraverso le lacrime della mamma – in costante pena per te – dalle rare fotografie e dalle cose che mi raccontava di te.

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il cassetto dei sorrisi ricordi preziosi

GNI-GNIC GNI-GNAC!

3/19/23…giocateli al lotto!

Il 3 è il numero dei mesi della pupattola, il 19 è quello degli anni della sua mamma ed il 23…gli anni del papà! (giocarli al lotto?…..)

Sono partiti da casa, armi e bagagli con tutto ciò che può servire alla bambolina, ora posta sul sedile posteriore nella grande cesta completamente imbottita da una bellissima trapunta, fra montagne di protezioni varie, cuscini e borsone piene di ogni tipo di cose per accudirla, mentre ora se la dorme beatamente: sembra uno di quei “putti” rosei e paffutelli che si vedono negli antichi dipinti!

È estate, fa caldo, e quindi la pupa è vestita quasi di nulla… La mamma si volta spesso a sorvegliarne il sonno. La via Emilia è semi deserta a quell’ora del giorno e la malinconica campagna lombarda le fa desiderare di arrivare presto…presto! Ed entrare nella terra di Romagna, con il suo colore rossigno, i campi che scorrono incontro all’auto ed i filari delle viti al sole, diritti e rigogliosi. La terra di Romagna! Magnifica, quando il vomere la sconvolge, rivoltandone le zolle che – esposte al sole – ne rivelerà la fertile magnificenza. Come ogni volta che vi può ritornare, è un nuovo riscoprirne la forza che ne sprigiona, e come un “sentirsi a casa finalmente”.

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autoriforma buddhismo riflessioni

Quando la vita va in stallo

Ci sono momenti di bonaccia, nel percorso dell’autoriforma, comuni a chi pratica e a chi non pratica una filosofia o religione. Ci troviamo nel mare del mondo fenomenico e non si scorge neppure l’indizio di una terra emersa: una meta, un approdo; calma piatta, senza un refolo di vento. Ci sembra che questo stato potrebbe anche durare all’infinito e reagiamo con lo scoraggiamento, la resa, il panico o la disperazione, a volte la rabbia, a seconda del nostro carattere e delle circostanze di vita nelle quali ci ha colto la bonaccia. Sappiamo che vorremmo uscirne, ma non sappiamo come, oppure non tentiamo nemmeno di capirlo perchè pensiamo di non avere la forza di agire.

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il cassetto dei sorrisi poesia

Ninna nanna

Ninna nanna – ninna oh!

dormi bambino caro – mio tesoro

dormi tranquillo in braccio alla tua mamma.

Per te dal cielo ruberò una stella

che ti rischiari sempre la via.

Ruberò al cielo un raggio lucente

per riscaldarti – nella notte fredda.

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autoriforma gli imperi della luna riflessioni

Distacco o Fuga?

Distaccarsi significa anche lasciar andare; a volte la mente ci inganna, travestendo da distacco il non dare peso e significato alle cose o il farlo con superficialità. A volte.

I monaci tibetani con infinita pazienza tracciano mandala usando sabbia e polveri colorate: lavoro paziente che richiede giorni. Dopo la preghiera e la meditazione, lo disfano e i disegni scompaiono, i colori si mischiano in una specie di arcobaleno; è un gesto simbolico che celebra l’importanza di apprendere la lezione del distacco e della caducità, della consistenza e realtà solo apparenti del mondo fenomenico.

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magia dei luogi ricordi preziosi

La Leggenda del Piratello

e i Cavalli Normanni

Stamani sono uscita così: senza una meta. Il sole già alto, l’aria frizzante e già profumata della campagna vicina, e la voglia di camminare, passo passo, senza aver fretta d’arrivare in alcun luogo: libera di non dover andare da nessuna parte!

Non mi rivolgo al centro di questa piccola comunità, che pur mi è cara, ma svolto per incamminarmi sotto il verde viale che da Imola raggiunge, ininterrotto, il santuario del “Piratello”. Non è devozione la mia, per la famosa Madonna, ma solo il desiderio di percorrere a piedi, adagio, lentamente. i tre chilometri che fiancheggiano la via Emilia che si snoda fra le due file di alberi secolari. Ad ogni tratto, una panchina di pietra, e la storica Via Emilia, che scorre fra i campi coltivati, punteggiati di casolari sempre contornati di modesti giardinetti: più che altro arbusti sempreverdi quasi inselvatichiti; oppure cespugli confusi fra loro di gelsomini selvatici e, spesso, di quei fiori azzurrini e profumatissimi che chiamano “Serenelle”: fioriscono tutta la stagione estiva, quei grappoli fitti fitti e serrati fra il fogliame, e non chiedono nulla: così come sono, spesso come a custodire la porta di casa!

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gli imperi della luna Il Baldo il magazzino dei ricordi

About Dario

11 SETTEMBRE 2007

Sono sveglio……

No forse ancora no, è tutto buio…….veramente piu’ che buio è nero, profondamente nero.

Non puo’ essere dovuto all’illuminazione, è troppo perfettamente NERO.

Adesso alzo un braccio per far notare che sono sveglio……seeee non lo sento nemmeno il braccio!

Non capisco: se il cervello funziona……….., che fine a fatto il resto del corpo?

Non posso essere morto, sento voci straniere dietro di me e giurerei che qualcuno mi ha toccato poco fa.

Provo a sollevare le palpebre…….non riesco

Muovo le dita delle mani………non riesco

Cazzo saro’ mica paralizzato!!!!

 
Ho qualche cosa in bocca che mi fa soffocare, e il naso è pieno avrei bisogno di soffiarlo, possibile che nessuno si accorga che sono SVEGLIO?

E’ come se una spessissima coperta di catrame mi avesse incollato a quello che credo sia un letto.

Ma voglio muovermi e con sforzo sovrumano riesco a muovere la lingua ed anche la cosa che mi soffoca.

Subito sento una voce ; buono, sei intubato, asseconda il ritmo del respiro e non preoccuparti, va tutto bene.

Sono VIVO.

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autoriforma gli imperi della luna riflessioni

L’Impermanenza

tout casse, tout passe, tout lasse et tout se remplace

Una tra le cose che mi riesce piu’ difficile da accettare è l’impermanenza di tutte le cose. Impermanenza: parente stretta del distacco, altro aspetto doloroso di questa nostra commedia umana: una lunga serie di addii. Da persone, luoghi, situazioni, amici a due o a quattro zampe. Cicli che si chiudono, cicli che iniziano. Non possiamo contare su niente di veramente saldo e immutevole, nemmeno noi stessi, soprattutto noi stessi.